Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 114

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Sopra. Figura 2. Confronto tra un sistema a lenti e un sistema stenopeico.

(A)

dove:

D = diametro del foro

λ = lunghezza d’onda della luce (si usa di solito 0,00055 mm)

f = distanza tra foro e piano focale (equivalente alla focale di una lente)

A questo punto potrebbero esser fatte ancora molte altre considerazioni tecniche, qui ci limitiamo a evidenziare la più importante, ovvero che in una macchina fotografica stenopeica la distanza tra il forellino e la pellicola è equivalente alla distanza focale di un obiettivo a lenti. La dimostrazione è semplice e intuitiva come mostrato nella Figura 2 qui sopra.

Costruzione di una macchina fotografica stenopeica e suo utilizzo in astronomia

Potersi costruire una macchina fotografica con focale tale da inquadrare un terzo dell’orizzonte può essere interessante!

Qualche semplice conto, utilizzando sempre la formula presentata poco fa (formula A), e si capisce subito che la risoluzione in una macchina fotografica stenopeica, che è uguale al diametro del forellino, per focali ordinarie tipo i classici 50 mm, risulta non migliore di 200 micron, ovvero purtroppo almeno una decina di volte peggiore rispetto alla risoluzione fornita da un sistema a lenti.

Scartiamo allora l’idea in partenza? No! Potersi costruire una macchina fotografica con focale magari di 20 mm o meglio di 10 mm per inquadrare un terzo dell’orizzonte potrebbe essere comunque interessante!

Volendo cimentarmi nella costruzione di una vera e propria macchina fotografica stenopeica che desse immagini interessanti, la scelta è caduta proprio su una focale di 10 mm, che poi come detto è la distanza a cui posizionare il forellino dal piano focale. Per la mia costruzione ho usato legno, cartoncino, pellicola d’alluminio, vernice, colla, trapano, cacciavite e seghetto.