Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 100

inarrestabile processo tumorale. È altresì assodato che lo spazio è costantemente permeato da un fondo di radiazioni di origine galattica ed extragalattica al quale, occasionalmente, si sovrappongono anche le bordate di alcuni fenomeni solari. Per nostra fortuna, questa pericolosa radiazione cosmica viene generalmente disinnescata dall’atmosfera e dal campo magnetico terrestre. Un riparo estremamente efficace, sul quale, però, non può certo far conto l’equipaggio di una missione spaziale.

Qualche dato numerico può aiutarci a comprendere l’entità di questa radiazione. Il fondo di radiazione naturale presente, in quantità variabile, in ogni angolo del pianeta espone ogni anno un italiano a 3,3 mSv (millisievert), più o meno la dose di irraggiamento che potremmo accumulare con 11 radiografie al petto (per i più curiosi, la media mondiale è di 2,4 mSv annui). Il confronto con i dati tipici di alcune missioni spaziali (vedi tabella a destra) ci mostra come nel corso dei nove giorni della missione lunare Apollo 14 gli astronauti siano stati esposti a una dose equivalente di radiazioni pari a quella che un italiano accumulerebbe in circa tre anni e mezzo. Vediamo inoltre che, nei tre mesi della missione Skylab 4, gli occupanti della stazione spaziale hanno accumulato una dose di radiazioni simile a quella che, per effetto del fondo naturale, un italiano accumulerebbe in quasi 54 anni.

Dalla tabella emerge comunque anche un gradevole aspetto positivo. Infatti, confrontando i dati della missione Skylab 4 con quelli relativi alla ISS, è immediato osservare come siano stati

Sopra. Fonte: NASA Education - Space faring: The radiation challenge - Mod. 1, p. 8

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