Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 10

Due sono le scoperte, annunciate dalla NASA durante la conferenza stampa del 7 giugno, effettuate grazie ai dati del rover Curiosity alla ricerca di vita, passata o presente, su Marte.

Secondo il primo studio, Curiosity avrebbe identificato una varietà di molecole organiche, i cosidetti mattoni alla base della vita così come la conosciamo, in rocce marziane datate 3,5 miliardi di anni. Un secondo studio invece ha identificato una ciclicità nelle quantità di metano nell’atmosfera marziana, che sembra seguire le stagioni del Pianeta Rosso. Due scoperte che

vanno a supporto di chi cerca prove di vita nel passato di Marte. Entrambi gli studi sono stati pubblicati lo scorso 8 giugno su Science.

Curiosity: nuove molecole organiche su Marte e le “stagioni del metano”

di Redazione Coelum Astronomia

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Sopra. Un selfie dal basso di Curiosity, che mostra il punto in cui il rover ha perforato la roccia "Buckskin" sulle pendici del Monte Sharp. Un mosaico di immagini riprese il 5 agosto del 2015, durante il suo 1065esimo sol, o giorno marziano, di missione. La nuvoletta di polvere bianca in basso è il residuo della perforazione (effettuata il 30 luglio dello stesso anno), Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS

I mattoni della vita

Nel 2013, SAM, il laboratorio di analisi a bordo di Curiosity, aveva già rilevato alcune molecole organiche nelle rocce del punto più profondo del cratere Gale, ma questa nuova scoperta, fatta su rocce estremamente antiche, individua in modo definitivo una varietà di molecole organiche nelle rocce superficiali del pianeta.

Per identificare il materiale organico nel suolo marziano, Curiosity ha perforato delle argilliti (rocce sedimentarie) in quattro aree del cratere. I dati analizzati in questo studio provengono, in particolare, dalle perforazioni sul Monte Sharp, sui campioni prelevati dalle zone Confidence Hills e Mojave nel settembre 2014 e a febbraio 2015, rispettivamente.

Questo tipo di roccia si è formato gradualmente, nell’arco di miliardi di anni, dal limo che si accumulava sul fondo del cratere Gale, che si è ormai dimostrato essere un antico lago. I campioni di roccia analizzati dal laboratorio SAM, sono stati riscaldati oltre i 500° C in modo da rilasciare le eventuali molecole organiche contenute. In questo modo sono state identificate delle piccole molecole organiche nel campione di argillite: con molta probabilità frammenti di molecole organiche più grandi che non vaporizzano