Coelum Astronomia 224- 2018 - Page 123

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Una Meridiana Disegnata

dal Sole

di Angelo Bincoletto

L'elastico della cartellina s'è rotto e alcuni fogli a quadretti e un ritaglio di giornale sbucano dalla copertina che ha una ingiallita etichetta “Foro stenopeico 1 – fotografia a lunghissima posa”. Argomento ben strano, in tempi dominati dalla tecnologia digitale, che tuttavia ora sembra godere di nuova popolarità grazie alla introduzione di una tecnica di ripresa chiamata solargrafia.

La storia, se di storia si può parlare, comincia nel 1993, quando la rivista L'Astronomia lancia un concorso di astrofotografia presentandolo con un articolo dal titolo “La posa più lunga”. Titolo che mi ricordava una singolare foto stenopeica delle tracce del Sole fatta con posa di sei mesi da Dominique Stroobant nel 1980. L'avevo messa da parte con l'idea di realizzare, prima o poi, qualcosa di simile. E l'occasione si era presentata appunto con quel concorso.

Per le riprese avevo costruito due camere stenopeiche in legno dimensionate per accogliere una pellicola Kodak TMAX100 nel formato 13x18 cm. Con una fotocamera avevo ripreso la Luna nel corso di dieci notti usando un otturatore manuale, con la seconda avevo tentato di fotografare il Sole con una posa di cinque mesi aggiungendo alla fotocamera un vetro inattinico (da saldatore) come filtro. Avevo poi presentato queste due foto al concorso de L’Astronomia ottenendo una speciale citazione della giuria per la foto della Luna che venne poi pubblicata sulla rivista (foto nella prossima pagina in alto).