Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 87

Quante volte, osservando una bella stella blu, rossa, o bianco azzurra visibile in una delle tante immagini CCD a colori che siamo abituati a vedere o a riprendere ci siamo chiesti che tipo di stella fosse: ecco allora che un semplicissimo spettroscopio come un reticolo di diffrazione posto nel fascio ottico convergente del nostro telescopio può aiutarci a rispondere a questa domanda!

Dallo spettro al profilo spettrale

Ma come si ottiene lo spettro di una stella o di qualsiasi altro oggetto celeste?

Lo spettro di una stella si ottiene con uno strumento detto spettroscopio, o spettrografo, che nella sua forma più semplice è costituito da un reticolo di diffrazione a trasmissione posto nel fascio ottico del telescopio, a breve distanza dall’oculare o dal sensore CCD, come un qualsiasi filtro, solo che, a differenza di questo, possiede delle microscopiche incisioni che provocano la diffrazione della luce in arrivo nelle varie lunghezze d’onda.

Nelle sue forme più complesse ed evolute, gli spettrografi presentano una fenditura d’ingresso sulla quale si fa cadere la luce della stella o dell’oggetto, e un sistema di ottiche, oltre che il reticolo cui si è accennato. Degli strumenti per la spettroscopia parlerò però in modo un po’ più analitico in una prossima puntata dell’articolo.

Per concludere la nostra introduzione alla spettroscopia, vediamo qualche esempio concreto. Ecco come appare lo spettro in emissione di una stella (nel caso specifico una Wolf Rayet) ripreso con uno spettroscopio a fenditura e una camera CCD: una striscia luminosa con alcuni punti di maggiore intensità (figura in basso, foto dell’autore).

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