Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 79

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nel Sole. Inoltre, esse possono essere viste come degli ammassi gassosi di materia che possiedono una elevata luminosità intrinseca e il cui numero è assolutamente incalcolabile. Le sue conclusioni generali, tuttora valide, pongono fine a una diatriba durata decenni: «Il Sole è circondato da un'atmosfera molto estesa, la cui altezza è uguale ad almeno un quarto del suo raggio. Essa è più estesa all’equatore che ai poli. In più si può dire che la sua altezza e la sua luminosità presentano due massimi da una parte e dall’altra dell’equatore, tra i 15 e i 30° di latitudine. In questa atmosfera fluttua uno strato continuo di materia rosa, che possiede un grande potere “fotogenico”, la cui altezza è

variabile e il contorno irregolare. Questa materia si solleva e forma, a volte, delle colonne verticali e a volte delle nuvole isolate… Resta da determinare la natura fisica e chimica dello strato rosa».

Il lembo orientale del Sole occultato dalla Luna. Osservazione di Padre Angelo Secchi.

Secchi e la meteorologia

Secchi, senza alcun dubbio, deve essere considerato tra i fondatori della moderna meteorologia.

Durante la sua permanenza a Georgetown egli frequentò con molto profitto il capitano Matteo Fontaine Maury, direttore dell’Osservatorio navale di Washington, promotore della cosiddetta meteorologia dinamica che, a differenza della meteorologia statica, si occupa dei movimenti dell’atmosfera e studia i metodi più adatti per la previsione del tempo.

Tornato a Roma, continuò ad occuparsi di meteorologia dinamica alla ricerca delle leggi delle burrasche e, in particolare, dei fenomeni connessi con l’elettricità e il magnetismo come: campo magnetico terrestre, correnti telluriche, registrazione a distanza, spettri di aurore boreali e di scariche atmosferiche, nonché di parafulmini. Era sempre alla ricerca di correlazioni tra i fenomeni fisici più disparati: tra l’attività solare, le correnti telluriche, il campo magnetico terrestre e le aurore boreali.

Il suo modo di operare è illustrato in modo nitido nell’opuscolo pubblicato poco prima della sua morte: L’Astronomia in Roma nel Pontificato di Pio IX. Qui fa risaltare il passaggio dalla meteorologia

statica a quella dinamica sotto l’influenza del capitano Maury:

Sotto. Immagini del meteoscopio progettato e costruito da Secchi, che gli valse fama internazionale.

RIFARE CON NOTEPAD

«La meteorologia in questi ultimi anni è entrata in una fase novella; essa non si occupa solo della climatologia, ma della fisica generale dell’atmosfera e delle correnti aeree e del giro delle burrasche. Lo scrivente si trovava in America all’epoca delle grandi scoperte di Maury. Egli vide i suoi metodi, e dalla sua bocca stessa raccolse le sue idee, e fu sua cura informarne al ritorno i suoi compatrioti ... Circa il medesimo tempo il Maury si recava in Europa, e a Bruxelles faceva una conferenza ove discutevasi un progetto di studi generali sui movimenti dell’atmosfera. Gli Stati non concorrevano ancora ufficialmente, ma progettavasi fin d’allora la coalizione telegrafica per lo studio delle burrasche. All’osservatorio del Collegio Romano si prese parte attiva a questo studio, e nel 1856 si otteneva dal Governo Pontificio l’istituzione di una comunicazione telegrafica quotidiana tra le principali città della Stato, Roma, Ancona, Bologna, Ferrara, che continuò parecchi anni. Intanto il Leverrier veniva organizzando tra varii Stati la corrispondenza meteorologica telegrafica internazionale, e noi non fummo lenti ad aderirvi, e si cominciò fin dal 1857 a lavorarvi intorno. Ogni mattina si spediva a Parigi il telegramma delle osservazioni fatte alle 7 antimeridiane colle altre informazioni richieste, e si continua anche oggidì a spedirlo non solo a Parigi, ma a Firenze e Pietroburgo... Le osservazioni raccolte dal Leverrier venivano poscia litografate e rinviate così raccolte agli osservatori. Fu su questi bullettini che all’osservatorio si studiarono da principio le leggi delle burrasche. Avendo noi fatto costruire delle carte mute d’Europa, su di esse si fecero tracciare dal giovane signor Serra-Carpi le curve isobariche ed isotermiche, si riuscì a riconoscere la direzione ben definita che hanno in generale le burrasche ben circoscritte di natura ciclonica, da N-W verso S-E e si riconobbero queste linee di corso così marcate, che quando un «pozzo», ossia una notabile depressione si presentava

nella Scozia, essa generalmente veniva difilata sull’Italia impiegando due o tre giorni ad arrivarvi: ma se essa erasi presentata più alta o più bassa, Roma non sentiva che gli effetti indiretti dei suoi contorni. Questi risultati forse contribuirono a fare che simili carte venissero poscia fatte costruire sistematicamente e pubblicate a Parigi dal Leverrier, che con quei mezzi che possiede una ricca nazione poté diffonderle, donde nacque la teoria dei preavvisi delle burrasche come ora si usa».

La chiarezza espositiva di Secchi è straordinaria e fornisce anche a un lettore moderno un quadro accurato di come egli promosse in modo originale una nuova branca della meteorologia previsionale. E fu tanto efficace, da indurre un personaggio notoriamente scorbutico e poco incline ad adottare metodi ed idee di altri, come appunto il saccente Leverrier, a riproporre, su scala europea, le sue carte meteorologiche.

Fu ancora lo studio delle correlazioni tra fenomeni vari che indusse il Padre Secchi a inventare il suo “Meteorografo”. Si trattava di un apparecchio destinato a registrare tutti i fenomeni meteorologici per mezzo di curve grafiche tracciate su delle tavole il cui movimento era regolato da un orologio.

Aveva due facce principali che servivano a registrazioni differenti: la prima registrava i dati del barometro, del termometro (sia secco sia umido) e dava gli orari delle piogge cadute nei ultimi due giorni. Sulla faccia opposta erano registrati la forza e la direzione del vento così come i dati del termografi metallico, mentre i dati del barometro e della pioggia degli ultimi dieci giorni vi erano ripetuti. In questo modo i riassunti finali di tutti i fenomeni atmosferici potevano essere raccolti in archivi.