Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 75

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divenuto famoso per i grani che appaiono sul bordo lunare durante le eclissi totali – e che portano ancora oggi il suo nome – annotò nel suo registro delle osservazioni che erano visibili tre protuberanze molto ampie, tutte dallo stesso lato. Al contrario, George Biddell Airy (1801-1892), astronomo reale a Greenwich, ne osservò tre a forma di denti di sega, ma tutte collocate sul bordo boreale. Infine, Jean-François-Dominique Arago (1786-1853), direttore dell’Osservatorio di Parigi, ne vide due nella parte inferiore del disco. Le discussioni si infiammarono, soprattutto dopo l’annuncio che la sommità di una di esse, misurata al micrometro, è collocata a una altezza di 1’ 45” dal bordo comune Sole-Luna, una distanza enorme. Per questo motivo, molti stimati scienziati pensarono che non era possibile che fossero emesse dal Sole. In tal caso, infatti, avrebbero dovuto slanciarsi vertiginosamente dalla superficie solare fino a un’altezza strabiliante e sostanzialmente inconcepibile, pari a ben sei diametri terrestri. È ovvio, pensarono, che non possono essere altro che montagne lunari, anche se questa opinione era in contrasto con l’osservazione di Arago, secondo il quale tali montagne sarebbero così inclinate e ritorte da

sfidare la legge di gravità. Altri ancora si convinsero di aver osservato delle nuvole o delle fiamme sospese nell’atmosfera lunare. Ogni spiegazione proposta, per un verso o per l’altro, appariva però insoddisfacente, e quindi, per dirimere la questione, non restava altro che attendere la successiva eclisse totale.

È così che il 28 luglio 1851, ancora una volta nel sud della Svezia, nella zona di massima durata della totalità, si diedero appuntamento alcune

Per chi è interessato elenchiamo ciò che la comunità scientifica ha dedicato alla sua memoria:

- l’asteroide 4705 Secchi;

- un cratere su Marte;

- il cratere Secchi sulla Luna;

- il Monte Secchi e Rimae Secchi, sempre sulla

superficie del nostro satellite;

- anche una cometa, la C/1853 E1, da lui

scoperta, porta il suo nome.

Come e dove ricordiamo padre Angelo Secchi?

A sinistra. Una delle serie di protuberanze solari disegnate da Angelo Secchi. Questi lavori risultarono di estrema utilità all'astronomo fiorentino Giorgio Abetti (1882-1982) nel decisivo impulso che quest’ultimo fornì alla fisica solare. Egli scrisse infatti: «le facole polari, già scoperte dal Padre Secchi, sono di forma rotondeggiante, sparse irregolarmente e sembrano in stretta relazione col campo magnetico generale e i raggi polari della corona del Sole».