Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 72

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Coelum Astronomia

A sinistra. Disegni di spettri stellari eseguiti da padre Secchi. Crediti: Archivio storico INAF.

«… mentre le stelle sono numerosissime, pure i loro spettri si riducono a poche forme ben definite e distinte, che noi chiamiamo tipi. L’esame delle stelle ci ha occupato per parecchi anni: furono esaminate quasi tutte le principali , almeno 4000 in tutto [...]. Tutti gli spettri stellari, tranne pochissime eccezioni possono ridursi a 4 Tipi principali [...]:

1° tipo: il primo tipo è quello delle stelle bianche o azzurrognole, come Sirio, Vega, ecc., [...] lo spettro di queste è quasi continuo: soltanto esso è solcato da quattro forti righe nere che sono quelle dell’idrogeno [...].

2° tipo: è quello delle stelle gialle: esse hanno righe finissime; le righe dell’idrogeno pure vi sono, ma sono sottili [...]. Lo spettro è perfettamente eguale a quello del Sole; esempi: Polluce, alfa Orsa Maggiore[...]. Il sodio, l’idrogeno, il ferro e il magnesio sono visibilissimi […].

3° tipo: gli spettri del terzo tipo […] essi sono formati di forti linee fosche sfumate che separano dei tratti più luminosi di ineguali densità e luce e che danno allo spettro l’aspetto più o meno netto di colonne scanalate vedute in prospettiva […]. Le linee di rovesciamento dell’idrogeno sono assai deboli e talora mancanti, ed è invece fortissimo il Sodio, il ferro e il magnesio […].

4° tipo: il quarto tipo è assai bizzarro e vario […] raccoglie alcune stelle assai curiose, che sono per lo più di color rosso di sangue e di piccola grandezza.

5° tipo: quelle che entrano nel quinto tipo hanno righe semplici isolate e mostrano linee lucide invece delle nere[…]. La più insigne fra le eccezionali è la stella gamma di Cassiopea che presenta le righe spettrali dell’idrogeno non nere per rovesciamento, ma lucide dirette, la quale curiosità finora è unica in tutto il cielo».

Il quinto tipo di Secchi, quello delle γ Cas, è oggi chiamato di tipo Be, caratterizzato da righe di emissione anziché di assorbimento nei loro spettri. Verso la fine del secolo, infatti, apparve la classificazione stellare che soppiantò quella del gesuita, senza per questo minarne affatto