Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 71

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Lo scienziato e le sue principali ricerche

Spettri stellari

Nel 1859, con la pubblicazione delle fondamentali leggi di Kirchhoff sulla radiazione elettromagnetica, fu possibile dare una spiegazione rigorosa alle righe oscure osservate nello spettro del Sole, spettro che veniva prodotto facendo passare un sottile fascio di luce attraverso uno specifico strumento, lo spettroscopio. Le righe spettrali, grazie alle leggi di Kirchhoff, consentivano di ricostruire la composizione chimico-fisica del Sole e delle stelle.

Ispirato da un precedente lavoro di Giovan Battista Donati a Firenze (le cui osservazioni condotte intorno al 1859-1860 lo portarono a scoprire un’inattesa corrispondenza tra i colori e gli spettri stellari), Secchi iniziò lo studio degli spettri di alcune stelle. Nel 1863, avendo acquistato uno spettroscopio a visione diretta, diede inizio a queste ricerche pubblicandone i primi risultati nel 1867 sulle Memorie della Società Italiana delle Scienze. Dieci anni dopo egli riassume i suoi studi sugli spettri stellari nell’opera, di grande successo, Le Stelle. Qui (nell’edizione 1877 pp. 88-93), scriveva:

Sopra. Questa Tavola disegnata da Giovan Battista Donati evidenzia le righe di assorbimento presenti negli spettri di 15 stelle raggruppate secondo i loro colori. Donati scriveva: «Le stelle bianche hanno strie che si rassomigliano tra loro, e lo stesso accade per le stelle gialle, le arancione, e le rosse». Donati intuisce che c’è una correlazione, dovuta al fatto che sia lo spettro che il colore di una stella dipendono dalla sua temperatura fotosferica, un risultato compreso pienamente solo negli anni ‘20 del Novecento grazie agli studi dell’astronoma inglese Cecilia Payne (1900-1979).

Sotto. Disegni di spettri stellari eseguiti da padre Secchi. Crediti: Archivio storico INAF.