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nell’ottobre del 1871, a fondare la Società degli Spettroscopisti Italiani, la prima società scientifica specificamente dedicata all’astrofisica, trasformata, decenni dopo, nell’attuale Società Astronomica Italiana.

La situazione personale di Secchi precipitò nel 1873, a causa della confisca dei beni ecclesiastici e il conseguente passaggio del Collegio Romano sotto le dipendenze del Governo italiano. Egli tentò di difendere l’Osservatorio e la sua posizione professionale, chiedendo che fosse riconosciuto come Osservatorio Pontificio e quindi tutelato dalla legge. Nonostante l’impegno di Tacchini, che si spese molto nel cercare un’onorevole soluzione diplomatica che difendesse i legittimi interessi di Secchi, non si riuscì a ricomporre la contesa.

Le conseguenze si videro subito: egli non fu autorizzato dai suoi superiori ecclesiastici a partecipare alla spedizione italiana in India per l’osservazione del transito di Venere del 1874, uno dei fenomeni astronomici più attesi della seconda metà dell’Ottocento. Fu però invitato nel 1875 a Palermo al Congresso degli Scienziati

Italiani e fu caldeggiata ampiamente la sua partecipazione alla Commissione governativa che doveva organizzare e pianificare il servizio meteorologico nazionale. Successivamente, fu istituito il Consiglio Direttivo per

la Meteorologia e nel marzo 1877 Secchi ne fu eletto Presidente. Ma nel frattempo la sua salute andava velocemente declinando, togliendogli la possibilità di continuare le ricerche in Osservatorio. Iniziò allora a dedicarsi alla stesura di opere e trattati di grande successo.

Nel 1875 pubblicò il primo volume della seconda edizione di Le Soleil seguito, nel 1877, dal secondo volume del trattato Le stelle. Saggio di Astronomia Siderale.

Ebbe appena il tempo di completare le sue Lezioni di Fisica Terrestre, che uscì postumo nel 1879, quando si ammalò gravemente. Fece ritorno al suo amato Osservatorio del Collegio Romano, dove si spense il 26 febbraio 1878.

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Sopra. La rivista della Società degli Spettroscopisti italiani, fondata da Secchi e da Tacchini e condotta da quest’ultimo, catalizzò ben presto l’interesse della comunità astronomica internazionale. La Società iniziò quindi ad aggregare anche soci stranieri, tra cui i più importanti astrofisici dell’epoca, come Jules Janssen, Georges Rayet, Norman Lockyer e George Ellery Hale. Le Memorie furono, in assoluto, il primo giornale al mondo dedicato alle ricerche astrofisiche,

precedendo anche il celeberrimo The Astrophysical Journal, a tutt’oggi la più prestigiosa rivista del settore. A sinistra. L’edizione francese del 1879 dell’opera di padre Secchi, Les Etoiles