Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 68

Coelum Astronomia

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nome accettato più tardi da Schiaparelli.

L’eclisse totale di Sole del 1860 vide padre Secchi tra i protagonisti: fu tra i primi a utilizzare la fotografia in campo astronomico, riprendendo il Sole durante la totalità.

Nel 1867 progettò e costruì un meteorografo, strumento che consentiva la registrazione giornaliera dei dati meteorologici. Secchi si poneva l’obiettivo di presentarlo all’Esposizione Universale di Parigi; qui lo strumento ebbe enorme successo e fu premiato con il Grand Prix, mentre lui stesso ricevette la Legion d’Onore dall’imperatore Napoleone III.

L’anno successivo fu invitato ad aggregarsi alla spedizione scientifica francese per l’osservazione dell’eclisse totale di Sole del 18 agosto 1868, ma non poté prendervi parte per una ormai cronica mancanza di fondi. Infatti, la situazione economica dello Stato Pontificio era diventata precaria a causa degli eventi politici in atto e addirittura destinata a peggiorare negli anni successivi. Con la presa di Roma anche la situazione personale di Secchi divenne critica: scienziato di fama mondiale, era diventato una figura scomoda nell’ambito dei rapporti, assai conflittuali, tra il Governo italiano e Stato Pontificio. Quando infine lo Stato italiano subentrò a quello pontificio, la comunità scientifica internazionale fece forti pressioni affinché Secchi fosse lasciato alla direzione dell’Osservatorio del Collegio Romano.

Nel 1870 Secchi pubblicò la prima edizione del celebre trattato Le Soleil, indubbiamente uno dei più importanti testi di astronomia solare dell’Ottocento.

L’eclisse totale di Sole del 22 dicembre 1870, visibile dalla Sicilia, vide anche la partecipazione di Secchi alla spedizione scientifica organizzata dal Governo italiano. Ebbe così modo di collaborare con un giovane astronomo modenese, Pietro Tacchini (1838-1905), che lavorava all’Osservatorio di Palermo, insegnandogli il metodo per osservare le protuberanze solari allo spettroscopio. I due, che si stimavano profondamente, continuarono, anche dopo l’eclisse, a collaborare in modo assiduo a un progetto di osservazioni contemporanee del bordo solare a Roma e a Palermo, finalizzate allo studio delle protuberanze e della loro correlazione con le macchie e le facole solari.

Questi studi, coronati da un grande successo scientifico, indussero Secchi e Tacchini,

Sotto. A sinistra. Alcune fasi dell’eclisse di Sole del 1870 fotografate da padre Angelo Secchi ad Augusta Crediti: Archivio storico INAF.

A destra. Lo spettroscopio utilizzato da padre Secchi all’Osservatorio del Collegio Romano e descritto nel suo lavoro Sugli spettri prismatici delle stelle fisse, 1868.