Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 67

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Nel 1852 trasferì l’Osservatorio in una sede più idonea, che garantiva maggior stabilità al nuovo telescopio. Si trattava di un locale posto sulla crociera dell’adiacente chiesa romana di S. Ignazio, che sfruttava i quattro robusti pilastri che avrebbero dovuto sostenere la cupola (però mai effettivamente realizzata...).

Nei nuovi locali Secchi collocò gli strumenti di cui allora disponeva l’Osservatorio, ai quali aggiunse, nel 1858, una stazione magnetica per l’osservazione sistematica dei fenomeni legati al magnetismo terrestre, nell’intento di studiarne le correlazioni con l’attività solare.

Sempre nell’anno 1852 rintracciò nel cielo i due frammenti in cui si era spezzata la cometa di Biela nella sua apparizione del 1846, e nel 1853 scoprì una nuova cometa con nucleo multiplo, stabilendo anche la tenuità della materia di cui sono composte le comete.

Con il nuovo Merz nel 1859 osservò Marte, scoprendone due canali oscuri fra due grandi continenti equatoriali, di colore rosso. È proprio Secchi che, in questa occasione, parla di canali,

Sopra. Un disegno della Cometa 3D/Biela del febbraio 1846, appena dopo che si separò in due componenti distinte.

Sotto. A sinistra. Nel 1859 Secchi disegna alcuni canali di Marte.

A destra. Fotografie dell’eclisse di Sole del 1860 fatte da Angelo Secchi a Castellón de la Plana nel Desierto de las Palmas in Spagna.