Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 66

Coelum Astronomia

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Alla fine del 1849, con la caduta della Repubblica Romana, i Gesuiti fecero rientro a Roma, dove succedette al padre de Vico nella direzione dell’Osservatorio del Collegio Romano, che

riorganizzò indirizzandolo verso ricerche pionieristiche in ambito fotografico e spettroscopico.

All’Osservatorio, Secchi iniziò la sua attività rinnovando la strumentazione, sfruttando accortamente anche l’eredità lasciata dai familiari al suo assistente Paolo Rosa, il quale mise a disposizione una somma sufficiente all’acquisto di un telescopio equatoriale Merz di 22 cm di apertura, uno dei più grandi allora esistenti in Italia.

Sopra. Una stampa che propone una vista sull’Osservatorio Astronomico del Collegio Romano (edificato sui pilastri creati per sorreggere la cupola, mai costruita, della Chiesa di S. Ignazio al Collegio Romano) in cui operò Angelo Secchi.

A sinistra. Incisione del 1854 che raffigura il telescopio Merz di 22 cm installato nella nuova sede dell’Osservatorio del Collegio Romano (crediti: Archivio storico INAF).