Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 61

dipende dalla densità stellare della zona osservata da Gaia. Nelle regioni della galassia particolarmente affollate di stelle, come il nucleo galattico in direzione del Sagittario, la quantità di dati da trasmettere a Terra è così elevata che, nonostante un upgrade dell’infrastruttura di trasmissione eseguito dall’ESA, le tre parabole dell’ESTRACK non sono in grado di ricevere la totalità dei dati. Per tale ragione, un sofisticato algoritmo software si occupa di selezionare e cancellare i dati meno importanti di una sessione di trasmissione particolarmente intensa.

Pur con questi accorgimenti, la missione Gaia ha il tasso di trasmissione dati più elevato di qualsiasi altra missione scientifica e rappresenta il maggiore utilizzatore delle rete ESTRACK.

Ma la ricezione dei dati è solo la prima parte del complesso lavoro esistente a monte della release pubblica di un catalogo di Gaia. I dati inviati dal satellite non sono infatti comprensibili nella loro forma bruta. Trasformare quei dati in un prodotto altamente organizzato e facilmente utilizzabile dalla comunità scientifica è il compito di un piccolo esercito di 450 tra scienziati e maghi del software, che forma il DPAC (Data Processing and Analysis Consortium).

La struttura è divisa in nove unità di coordinamento (CU, Coordination Units) che sono distribuite in sei diversi centri di elaborazione dati sparsi per l’Europa, precisamente a Tolosa, Torino, Madrid, Barcellona, Ginevra e Cambridge.

Il successo della missione Gaia è il frutto di un’impresa colossale, in cui sono confluiti aspetti scientifici, tecnologici, industriali, politici e commerciali. La sola costruzione del satellite ha

Sotto. Il modulo scientifico per la misurazione della velocità radiale delle stelle installato a bordo di Gaia. Opera nel vicino infrarosso nelle lunghezze d’onda comprese tra 845 e 872 nanometri.

Crediti: EADS Astrium.

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