Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 57

Sopra. Il percorso della luce tra gli specchi di Gaia (EADS Astrium).

- misurazioni fotometriche, che hanno lo scopo di

caratterizzare il maggior numero possibile di stelle per quanto riguarda magnitudine, colore ed estinzione;

- misurazioni spettroscopiche, che servono per

calcolare la temperatura superficiale e la velocità radiale delle stelle, cioè la velocità con cui si avvicinano o si allontanano rispetto all’osservatore terrestre.

Per ciascuna di queste misurazioni, esiste un’apposita regione della griglia di CCD installata sul piano focale di Gaia, che ha lo scopo di tradurre i relativi segnali luminosi in dati digitali. L’intera griglia di 106 CCD ha una superficie totale di quasi 1 miliardo di pixel, il che fa di questo array di sensori la fotocamera di gran lunga più potente mai lanciata nello spazio.

Tutta la mole di dati raccolta da Gaia di minuto in minuto deve poi essere trasmessa alle antenne terrestri. C’è una rete a ciò preposta che si chiama ESTRACK (European Space Tracking), di cui fanno parte tre parabole da 35 metri di diametro, situate su tre continenti: a Cebreros in Spagna, New Norcia in Australia e Malargü in Argentina. La separazione di circa 120° tra una stazione e l’altra consente di massimizzare la capacità di comunicare con Gaia e gli altri velivoli spaziali dell’ESA senza che la rotazione terrestre lo impedisca, interrompendo la linea di vista.

La comunicazione tra Gaia e le antenne dell’ESTRACK è gestita dal centro di controllo ESOC (European Space Operations Centre), che si trova a Darmstadt in Germania. L’ESOC svolge un complesso lavoro, che non consiste semplicemente nel ricevere i dati scientifici prodotti dal satellite, ma nel tracciare quotidianamente la sua posizione nello spazio, requisito essenziale per il buon esito della missione.

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