Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 54

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luce), leggermente maggiore di quella precedentemente nota, pari a 12,1±0,4 parsec.

Un altro caso interessante è quello della stella UY Scuti, una supergigante rossa, che, con un raggio stimato in 1.708 raggi solari, è, allo stato attuale delle conoscenze, la stella più grande di cui si abbia notizia. Da uno studio pubblicato nel 2013 su Astronomy & Astrophisics risulta che la sua distanza dalla Terra è di 2.900 ± 317 parsec. Ma il database di Gaia ci dà per UY Scuti un angolo di parallasse di 0,643 mas con un errore di 0,106 mas. Ne deriva una distanza di 1.554 parsec (5.069 anni luce) con un margine d’incertezza di −200 e +307 parsec. Secondo Gaia, dunque, UY Scuti dista dalla Terra poco più della metà di quanto calcolato da precedenti ricerche: ciò comporta una corrispondente diminuzione delle sue enormi dimensioni, con la conseguente perdita del primato di stella più grande.

I Dati GAIA in ESASky

di Fabrizio Giordano (ESASKy Team)

Il 2018 è un anno importantissimo per l’astronomia e sarà ricordato come l’anno del rilascio dei dati del catalogo “Gaia DR2”: una delle pietre miliari dell’astronomia e sarà considerato un punto di riferimento per molto tempo a venire.

I dati sono stati resi ufficialmente disponibili alla comunità scientifica tramite il sito ufficiale dell’archivio di Gaia.

L’archivio è stato sviluppato dal gruppo ESDC, di cui faccio parte, presso la sede dell’ESA ESAC, a pochi chilometri da Madrid.

Al momento della release ufficiale io mi trovavo nell’ufficio dei miei colleghi che hanno sviluppato l’archivio ufficiale. Ho assistito al conto alla rovescia in collegamento streaming video con la sede ESA ESOC in Olanda, al termine del quale i miei colleghi hanno finalmente reso pubblici i dati.

Per dare un’idea delle attese e dell’importanza che Gaia DR2 ha per la comunità scientifica mondiale, a dieci minuti dalla release, sui server dell’ESA ESAC si registravano 300 accessi al secondo. Al momento della release, alle 12:00 di Madrid, le statistiche di accesso sono andate alle stelle. È come quando migliaia di persone aspettano fuori dallo stadio per assistere a un concerto: una volta aperte le porte, un fiume di gente si riversa nello stadio. Questo è quello che è accaduto, seppur virtualmente. Ho visto centinaia di puntini che si accendevano sulla mappa, rappresentanti gli accessi degli utenti da ogni parte del mondo, e ogni puntino era un utente che si scaricava parte del catalogo o eseguiva query direttamente sul sito dell’archivio.

Che io fossi lì non era però un caso: avevo il compito di verificare che tutto andasse bene per rendere così pubblici gli stessi dati su ESASky.

A quel punto, sono tornato nel mio ufficio e ho virtualmente premuto il tasto rosso per rendere i dati disponibili anche su ESASky 2.2.

Devo ammettere che è stato molto emozionante e il 25 aprile (giorno di rilascio del catalogo) è stato un giorno di festa in tutte le sedi dell’ESA!

L’integrazione in ESASky non è stata facilissima:

non poteva ridursi alla classica visualizzazione di un quadratino su una mappa stellare in corrispondenza della posizione di ogni stella. Bisognava dare il giusto peso all’apporto scientifico dei dati senza compromettere le performance e senza tradire l’approccio visivo proprio di ESASky...

Parleremo di tutte le novità offerte da ESASky e non solo per ciò che riguarda il catalogo di Gaia in un prossimo articolo. Continuate a seguirci!

Accedi a ESASky: http://sky.esa.int/