Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 35

www.coelum.com

35

Sopra. Una bellissima immagine della corona solare, ripresa da Liborio Ribaudo, Marco Cardin e Stefano ottani (Associazione Astronomica Euganea, PD), in occasione dell’eclissi totale di Sole del 29 marzo 2006 a Sallum in Egitto.

www.coelum.com

La più grande tempesta sul pianeta

Sopra. Questa immagine, sempre in colori naturali, è stata scattata il 25 febbraio 2011, circa 12 settimane dopo l'inizio della tempesta, e mostra gli schemi turbolenti all'interno della tempesta. Sembrano esserci due gruppi di tempeste, uno più a nord e più luminoso dell'altro. In effetti, la tempesta ha fatto il giro del pianeta, riprendendosi la coda. Alcune delle nuvole a sud e a ovest della tempesta si vedono in tonalità di blu poiché interagiscono con altre correnti nell'atmosfera, mentre la testa della tempesta è un turbinio in bianco e giallo che si dirige verso ovest per superare la sua coda ormai in esaurimento. Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI

Le tempeste su Saturno sono sicuramente uno spettacolo della natura, una meta da segnare quando saranno possibili i viaggi turistici interplanetari. A differenza di altri pianeti del Sistema Solare, il pianeta inanellato sembra accumulare enormi quantità di energia, per decine di anni terrestri, per poi rilasciarla tutta in una volta, sotto forma di una tempesta di fulmini turbinante e caotica.

Non si sa ancora bene perché il pianeta si comporti in questo modo, ma queste massicce tempeste si verificano all'incirca una volta ogni anno di Saturno (una volta ogni 30 anni terrestri) e sono conosciute come Grandi Macchie Bianche (in contrasto con la Grande Macchia Rossa di Giove).

Quella qui raffigurata, chiamata anche Great Northern Storm

(Grande Tempesta del Nord), è stata la più grande e intensa tempesta mai osservata

da Cassini. È iniziata alla fine del 2010 ed è durata per mesi, ma ha influenzato le nuvole, le temperature e la composizione dell'atmosfera per oltre tre anni.

Cassini ha avuto la fortuna di trovarsi al posto giusto al momento giusto, offrendo ai ricercatori un’opportunità unica per studiare il clima turbolento di questo apparentemente placido pianeta.

Per questo suo rivelarsi in modo ciclico e continuativo, e per l’influenza che sembra avere sul resto dell’atmosfera del pianeta, anche a

»