Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 34

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Coelum Astronomia

La Scoperta

Inizialmente si pensava, in particolare per quel che riguarda gli anelli A e B, che i “pastori” fossero Giano e Mimas, lune del pianeta. Un nuovo studio, condotto da Radwan Tajeddine della Cornell University, mostra con una nuova simulazione che, probabilmente, si tratta invece dell’azione combinata di più lune – Pan, Atlas, Prometeo, Pandora, Giano, Epimeteo e Mimas – che tutte assieme aiutano a tenere insieme gli anelli. Studiando le riprese delle “onde” (vedi box in basso) che si formano negli anelli, sono stati in grado di misurare con precisione le masse delle lune, determinando anche in che modo riescono a controllare la quantità di moto delle particelle che formano gli anelli.

Montagne, montagne sugli anelli di Saturno!

di Matteo Miluzio - Chi ha paura del buio?

A destra. Un’immagine sicuramente evocativa… cosa sono quelle deformazioni sull’anello B di Saturno? Sembrano quasi una catena montuosa ricoperta di soffice neve. E questa immagine è infatti, ironicamente, stata rilasciata proprio mentre sulla Terra erano in corso le Olimpiadi Invernali di PyeongChang, in Corea del Sud, lo scorso 19 febbraio (in realtà è una “seconda edizione”, l’ESA l’aveva rilasciata anche il 1 novembre del 2009, ma è talmente particolare che meritava un “richiamo”!). L’immagine è stata scattata dalla narrow angle camera a bordo della Cassini il 26 luglio 2009, due settimane prima dell'equinozio del pianeta dell'11 agosto, mentre il Sole splendeva in direzione del piano degli anelli. Crediti: NASA/JPL/SSI.

Guardate che meraviglia: quella che vedete è l'ombra proiettata da montagne alte fino a 2500 metri che si trovano sul bordo dell'anello B di Saturno! Lo so che vi abbiamo sempre detto che gli anelli sono al più spessi una decina di metri, tuttavia i disturbi gravitazionali delle lune presenti tra il gap (visibile come la zona scura) tra l'anello A e B (la famosa Divisione di Cassini) generano delle vere e proprie "onde" nell'anello causando anomali accumuli di detriti e ghiaccio. Tali montagne quindi non sono stabili ma sono in costante cambiamento.

L'eccezionalità della foto non risiede solo nel fatto che stiamo

osservando, ripeto, montagne NON su un pianeta ma sui suoi anelli, ma anche nella unicità dell'immagine: è possibile infatti vedere tali ombre solo durante l'equinozio saturniano, in cui il Sole basso riesce a proiettare queste lunghissime ombre, e questo avviene ogni mezzo anno saturniano ossia 15 anni terrestri! Una occasione, quindi, praticamente unica nella nostra vita e che Cassini buonanima è riuscita a regalarci nel lontano 2009 da una distanza di circa

340.000 km.

«Non sono montagne... sono onde!»

[cit. Joseph Cooper, Interstellar]

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