Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 18

Coelum Astronomia

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Galileo, vent’anni dopo, conferma i geyser su Europa

di Redazione Coelum Astronomia

Alla fine degli anni ’80, la sonda Galileo partì per un viaggio, per la prima volta nella storia dell’esplorazione del Sistema Solare, dedicato completamente a Giove. Alla fine degli anni ’90, conclusa la missione primaria, iniziò un’estensione che presentava maggiori rischi e che comprendeva una serie di sorvoli ravvicinati delle lune Europa e Io, il più vicino dei quali, il 15 dicembre 2001, portò la sonda ad appena 180 km da Io.

Ma è durante uno dei suoi flyby di Europa che gli scienziati planetari non si accorsero di una scoperta straordinaria, o meglio, non era facile riconoscere qualcosa che non si stava cercando...

Dopo una relazione di Melissa McGrath – del SETI Institute e del team della missione Europa Clipper – sulle immagini di Europa riprese da Hubble (in cui appaiono getti d'acqua che si estendono dal bordo della luna), Xianzhe Jia e il suo team hanno recuperato i dati raccolti dalla sonda Galileo 20 anni prima, rendendosi subito conto che la regione in cui Hubble aveva visto ripetute tracce di pennacchi era vicina a una delle regioni in cui la sonda era volata: Galileo avrebbe potuto passare attraverso uno di questi pennacchi senza che nessuno se ne fosse reso conto.

«Galileo, in effetti, ha fatto un sorvolo di quella regione ed è stato il più vicino che abbiamo mai avuto. Ci siamo resi conto che dovevamo tornare indietro», ha detto Jia. «Avevamo bisogno di vedere se nei dati ci fosse qualcosa che potesse dirci se in quel momento c’era o meno un pennacchio».

Galileo aveva fatto un totale di 11 voli ravvicinati di Europa, ma solo due si avvicinarono abbastanza da avere la possibilità di scoprire qualcosa di simile a un getto di vapore ghiacciato. Fu il primo di questi che si rivelò essere lo scrigno del tesoro.

In alto. Una rappresentazione artistica dei getti di vapore emessi dalla superficie di Europa, tra i quali potrebbe aver volato la sonda Galileo della NASA nel 1997. Crediti: NASA.