Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 175

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come tali fortemente circondate da dischi di polvere che possono dare vita anche a pianeti, ebbene, Algorab-B è una stella “post-T Tauri”, che ha cioè appena attraversato tale fase ed è in via di sistemazione sulla sequenza principale. Dovendo ancora eliminare la polvere residua, si ritiene che la stella sia molto giovane, con un’età inferiore ai 110 milioni di anni. Algorab-B rende quindi la Algorab visibile a occhio nudo, una delle stelle più insolite del cielo notturno.

Eta Corvi

Già un’attenta visione effettuata anche a occhio nudo su Algorab, permette di notare la presenza, subito a nordest, di una anonima stella di quarta grandezza, η Crv. Al contrario delle apparenze, è però tra le stelle del Corvo quella che più di ogni altra desta interesse e stupore. Ma andiamo per ordine. Splendendo di magnitudine +4,3, η Crv si pone al sesto posto in ordine di luminosità tra gli astri della costellazione, rendendosi ultima tra gli astri visibili a occhio nudo da aree semi-urbane presenti in questo piccolo distretto celeste. Lontana 60 anni luce, è di per sé una comune stella di sequenza principale di tipo F2V (6.700 K), che irradia solo 4,9 volte il Sole. Tale valore determina, di conseguenza, un raggio poco maggiore di quello della nostra stella. Lo spettro rileva che possiede una elevata velocità di rotazione, inferiore a 1,33 giorni, mentre dalla teoria della struttura ed evoluzione stellare deriva una massa di 1,4 volte quella del Sole, con un'età stimata in 1,5 miliardi di anni a seguito dell'indice di metallicità – ovvero, la quantità di elementi diversi da idrogeno e elio – che risulta non dissimile da quello solare. Fin qui, nulla di eccezionale.

η Crv iniziò però ad attrarre una certa attenzione nel 1983, quando i dati ottenuti dal satellite per l'infrarosso IRAS rilevarono un notevole eccesso di radiazione infrarossa rispetto a quanto una stella di quel tipo avrebbe normalmente irradiato. Seguenti osservazioni submillimetriche confermarono, come sospettato, la presenza di un disco di polveri caldo, situato entro 3,5 UA dalla stella, che costituirebbe la “luce zodiacale” di η Crv. La quantità di polveri ivi presenti avrebbe una massa totale pari a quella di un grande oggetto appartenente alla nostra fascia di Kuiper. Un secondo anello, scoperto nel 2005, costituito da polvere più fredda, a –238° C, ma massiccio almeno tre volte la massa del sistema Terra-Luna, si estende fino 200 UA da Eta Corvi – si ritiene che questo possa essersi formato a seguito delle collisioni di corpi cometari li presenti. A suffragare questa ipotesi, i risultati di un team di ricercatori su dati ottenuti dal telescopio spaziale Spitzer (NASA), che nel 2011 annunciarono di aver trovato prove concrete relative a un oggetto di grosse dimensioni, forse una gigantesca cometa, che sarebbe essere entrato in collisione con un pianeta roccioso situato in questo anello di detriti, non dissimile dalla nostra fascia di Edgeworth-Kuiper, dopo essere stato perturbato – per effetti di risonanza orbitale – da un pianeta gigante più vicino alla stella, situato a circa 115 UA.

Secondo un modello, il bordo interno della zona abitabile di η Crv si troverebbe relativamente lontano dalla stella, a circa 1,5 UA da questa, mentre il bordo esterno giacerebbe ancora più lontano, intorno a 3 UA. Dati alla mano, la distanza dalla stella dove un pianeta di tipo terrestre potrebbe conservare acqua liquida sarebbe centrata attorno alle 2 UA, laddove il periodo orbitale sarebbe intorno 2,62 anni. Azzardando una ipotesi sulle possibili forme di vita ivi presenti, è alquanto probabile che queste possano essere nulla di più che organismi unicellulari primitivi come batteri – la presenza di vita evoluta sarebbe, infatti, difficilmente ipotizzabile in ambiente sottoposto a continui bombardamenti da parte di meteoriti e comete.