Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 174

Circa 3° a nordest ecco Algorab (δ Crv), che splendendo di magnitudine +2,94 si pone al terzo posto tra le stelle più luminose di questo piccolo settore celeste. Il nome è di chiara origine araba, giacché la stessa veniva dagli stessi definita come Al Ghurāb (“il corvo”, per l'appunto), nome che venne per la prima volta riportato dall’ammiraglio Smith nel Bedford Catalogue tratto dal Cycle of Celestial Objects, edito nel 1844 e a lungo considerato il patriarca delle guide di osservazione celesti.

Lontana 87 anni luce, Algorab è innanzitutto una subgigante bianca di tipo A0 IV (10.400 K) vecchia 260 milioni di anni, dalla massa 2,7 volte e

dal diametro 3 volte quelli del Sole, rispetto al quale è anche 70 volte intrinsecamente più luminosa. Nel 1823, gli astronomi britannici James South (1785-1867) e John Herschel (1792-1871) scoprirono, indipendentemente l'uno dall'altro, che Algorab aveva una compagna di magnitudine +8,5 a poco più di 24" d'arco. A patto di non avere il cielo offuscato da velature o dal chiarore della luce lunare, la compagna si rende visibile già con un rifrattore da 60 mm, laddove, al fine di

reperirla nella bianca luce della principale, è doveroso utilizzare elevati ingrandimenti che rilevano la sua colorazione neutra. In realtà tale

stella, nota come HR 4757 B é di tipo K2Ve,

arancione quindi, ma il contrasto di colori non si rende così interessante a causa dell'elevata

differenza di luminosità tra le due.

A una distanza minima di 650 unità astronomiche da Algorab A – così come è stata definita la componente principale – la più piccola Algorab B impiega almeno 9.400 anni per compiere un’orbita. Sebbene sembri condividere il movimento di Algorab, alcuni studi hanno suggerito che la significativa differenza nell’età suggerisce che la coppia potrebbe essere solo apparente e non gravitazionalmente legata. Ma è proprio Algorab B a destare maggiore interesse. Vi è infatti un alto livello di radiazione infrarossa, che mostra come l’intero sistema sia circondato da una grande quantità di polvere, probabile residuo della formazione delle due stelle. Come noto, le T Tauri sono stelle molto giovanissime, appena nate, e

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volte maggiori rispetto alla media contenuta nelle altre stelle, per questo motivo, vengono definite “al mercurio-manganese”. Parimenti, la presenza di altri elementi quali alluminio e nichel è ridotta al minimo. Tali peculiarità chimiche sono probabilmente risultato della separazione fisica di atomi diversi nelle loro atmosfere, dove alcuni “affondano” per gravità e altri ancora vengono “soffocati” dalle radiazioni. Tali caratteristiche sono state rilevate abbastanza di recente su Gienah in quanto la sua rapida velocità di rotazione, pari a 150 chilometri al secondo, ne oscura lo spettro.

Si tratta però in realtà di una doppia spettroscopica. La componente secondaria è una comune stella di sequenza principale di tipo K5-M5, più fredda e piccola del Sole.

Algorab