Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 173

La stella che marca l’angolo nordoccidentale del quadrilatero è Gienah (γ Crv); splendendo di magnitudine +2,58 è la più luminosa tra le stelle del Corvo e la novantasettesima tra quelle di tutta la volta celeste. Anche se nelle moderne mappe celesti la stella marca l’ala sinistra del volatile, il nome proprio deriva dal termine Al Janah al Ghurab al Aiman redatto dall’astronomo tartaro Ulug Beg nel XV secolo, indicante “l’ala destra del corvo”. Poiché, curiosamente, anche la stella ε Cyg reca lo stesso nome proprio, in tempi passati la stella del Corvo veniva da questa distinta aggiungendo il genitivo latino della costellazione, divenendo Gienah Corvi o anche Gienah Ghurab. Nel 2016, il WGSN, istituzione della IAU attuata al fine di redigere un nuovo e definitivo catalogo dei nomi stellari, ha formalmente attribuito il nome Gienah alla sola stella del Corvo, attribuendo alla stella del Cigno il nome Aljanah, leggera storpiatura di identica origine.

Lontana 165 anni luce, si tratta di una stella gigante di tipo B8 III (12.400 K) dalla delicata tonalità bianco-azzurrina, con una massa e raggio entrambi 4,2 volte i corrispettivi solari, la luminosità intrinseca risulta pari a 355 volte quella della nostra stella. Sebbene classificata come stella evoluta, Gienah sembra avere da poco terminato la fusione dell'idrogeno nel suo nucleo, portando il suo nucleo di elio a contrarsi dopo soli 160 milioni di anni di vita, particolarità che porterà Gienah a divenire una gigante rossa nei prossimi milioni di anni.

Le caratteristiche più singolari vengono rilevate però nello spettro della stella, che la diversifica dalle comuni giganti blu. In esso è infatti presente una marcata linea spettrale a 398,4 nm, dovuta dall’assorbimento di mercurio ionizzato, che risulta abbondantemente presente nell'atmosfera della stella assieme al manganese. Assieme ad Alpheratz (α And), Gienah è infatti prototipo di una particolare classe di stelle peculiari note per esibire nello spettro livelli estremamente elevati mercurio e manganese, a volte fino a 100.000

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costellazione, come stabilito dall'astronomo belga Eugène Joseph Delporte (1882-1955) nel 1930, sono definiti da un poligono di sei segmenti, confinando con la Vergine a nord e a est, l'Idra a sud e il Calice a ovest. Per questa costellazione, essendo posta a una ventina di gradi sotto l’equatore celeste, si consiglia caldamente l’osservazione quando passa al meridiano, per evitare che deboli foschie o luci parassite nascondino i suoi interessanti oggetti deep-sky – anche in queste condizioni la sua altezza non è mai maggiore di 30°! In questa prima parte andremo a conoscere proprio le stelle più settentrionali della costellazione, partendo dalle due più luminose.

Gienah