Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 172

Coelum Astronomia

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leggenda narra di un Apollo alquanto assetato, che mandò il suo fidato corvo a prendere dell'acqua legando a questo un calice. Durante il tragitto, l’uccello si fermò però su un albero di fichi a banchettare, lasciando passare del tempo, e furbescamente, tornando dal nume, invece di raccontare la verità, il corvo asserì che una innocua biscia d’acqua lo tenne lontano dall'acqua, portando la stessa ad Apollo come “prova”. Il dio, però, stanco dell’insistenza dell’uccello sull’evidente bugia, in uno scatto d’ira lanciò questo, il calice e il malcapitato serpentello nei cieli. Non solo... adirato più del dovuto, Apollo punì ulteriormente l’uccello assicurandosi che questo fosse sempre assetato, oltre che nella vita reale anche nei cieli, ponendo il calice (la costellazione della Coppa o Cratere) vicino ad esso ma fuori dalla portata del suo becco bugiardo.

Successivamente, gli arabi ripresero il mito greco definendo, appunto, la figura come Al Ghurāb (“il corvo”). La fervida fantasia di Julius Schiller, infine, tramutò nel Coelum Stellatum Christianum del 1627 entrambe le figure del Corvo e Coppa nella singola costellazione, che chiamò l’Arca dell’alleanza.

Aspetto e visibilità

Estendendosi su un'area di soli 184 gradi quadrati, il Corvo è la settantesima costellazione in ordine di superficie. Pur presentando solo 11 stelle visibili a occhio nudo, con magnitudine superiore alla +5,5, la costellazione, situata in una zona povera di stelle a sud della Vergine, si rende facilmente riconoscibile per la presenza di quattro stelle di terza magnitudine disposte a formare una sorta di quadrilatero, accompagnato presso due dei suoi vertici, quello a sudovest e quello a nordest, da due stelle più deboli. Anche con la più fervida fantasia, risulta difficile intravedere nella disposizione di tali stelle la forma di un uccello. I confini ufficiali della