Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 163

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Cratere Gutenberg: il nome fu assegnato da Madler nel 1837 dedicato allo stampatore tedesco Johann Gensfleische detto Gutenberg (1400-1468).

Cratere Goclenius: nome assegnato da Riccioli nel 1651 dedicato al filosofo Rudolf Gockel (1547-1628).

Cratere Magelhaens: dedicato al navigatore portoghese al servizio di Carlo V° Ferdinando Magelhaens detto Magellano (1480-1521).

Cratere Cook: denominazione assegnata da Madler nel 1837 e dedicata all'astronomo e navigatore inglese James Cook (1728-1779).

Cratere Colombo: il nome venne assegnato da Madler nel 1837 dedicato a Cristoforo Colombo (1451-1506) viaggiatore di rigine genovese.

Cratere Monge: nome dedicato al matematico francese Gaspard Monge (1746-1818).

Cratere Santbech: Riccioli ne assegnò il nome nel 1651 dedicato a Daniel Santbech Noviomagus, matematico e astronomo olandese.

Cratere Marius: nome dedicato a Simon Mayr (1573-1625) astronomo tedesco noto per avere osservato i quattro satelliti di Giove e per avere pubblicato per primo le tavole riferite ai loro movimenti e alle modifiche della loro luminosità. Per primo menzionò nel 1612 l'esistenza della galassia di Andromeda.

Cratere Reiner: Ddedicato al matematico e astronomo italiano Vincentio Reinieri (deceduto nel 1648), fu allievo di Galileo.

I nomi e i riferimenti storici

Tutte le immagini presenti nella rubrica, salvo diversa indicazione, sono state realizzate dall’autore, Francesco Badalotti con un Maksutov Cassegrain in configurazione Rumak diametro 255mm F20 (Tubo ottico con 7 diaframmi interni, Ottica Zen) a fuoco diretto e senza filtri + camera Imaging Source DBK41AU02.AS raw colori con risoluzione di 1280 x 960. Formato video/codec Y800/RGB24. Montatura SW NEQ6/Pro potenziata con barra, contrappesi e piastra Geoptik. Elaborazione video in Autostakkert.2.6.8, elaborazione immagini in Registax6 e Photoshop.

Il Cratere Santbech

Spostandoci un poco verso ovest puntiamo il telescopio verso Santbech, un cratere di 66 km risalente al Periodo Geologico Pre Imbriano collocato da 4,5 a 3,8 miliardi di anni fa. I bastioni intorno al cratere raggiungono la notevole altezza di 4.500 metri e si presentano abbastanza danneggiati con vari crateri, limitati terrazzamenti, sprofondamenti e residui di fenomeni franosi. Sono inoltre presenti lunghe linee di cresta sommitali. Il fondo del cratere è appiattito, cosparso da piccoli craterini e con alcuni modesti rilievi collinari in posizione decentrata.

Mentre la serata del 17 giugno sarà dedicata prevalentemente alle strutture situate in prossimità del bordo occidentale del mare Fecunditatis, la sera successiva, il 18 giugno, anche gran parte del bacino da impatto del mare Nectaris (90.000 km quadrati) sarà uscito dalle tenebre della lunga notte lunare regalandoci la possibilità di estendere le nostre osservazioni almeno alla lunga catena dei monti Pyrenaeus (i Pirenei lunari) distesi lungo il margine orientale del mare Nectaris per una lunghezza di circa 260 km orientati in senso nord/sud con cime alte intorno ai 3.000 metri. L'origine di questi monti viene fatta risalire al Periodo Geologico Nectariano collocato a 3,9 miliardi di anni fa. La conformazione di questi monti appare alquanto irregolare e costituita prevalentemente da una lunga sequenza di rilievi montuosi intervallati da valli e depressioni.