Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 160

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Coelum Astronomia

Anaxagoras

Letteralmente addossato a un lungo tratto della parete ovest di Goldschmidt, vediamo il cratere Anaxagoras di 53 km di diametro, la cui origine viene fatta risalire al Periodo Geologico Copernicano (collocato a non oltre 1 miliardo di anni fa) e infatti la sua posizione ne dimostra perfettamente la più giovane età rispetto alle adiacenti strutture molto più antiche. Diciamo subito che l'osservabilità anche di questa struttura sarà condizionata dal progressivo avanzare del terminatore lunare verso ovest, pertanto chi vorrà ammirare Anaxagoras completamente illuminato dalla luce solare, ma ancora relativamente vicino al terminatore, potrà proseguire l'osservazione nella successiva serata.

Le ripide pareti di questa interessante formazione lunare, ancora in buono stato di conservazione, raggiungono l'altezza di 2400 metri e, all'osservazione telescopica, ne apprezzeremo i terrazzamenti esistenti sul versante rivolto verso l'interno. Il fondo di Anaxagoras esibisce un sistema montuoso multiplo in posizione decentrata, letteralmente collegato ad altri rilievi da lunghi crinali e linee di cresta attraverso il fondo del cratere. Vediamo poi Anaxagoras-A di 18 km di diametro situato nell'area di Goldschmidt in prossimità della sua parete sud-sudovest.

La Grande Raggiera

Una vera e propria peculiarità di questa interessante regione del nostro satellite è costituita dalla grande raggiera che dall'area del cratere Anaxagoras (comprendendo però anche i più antichi Goldschmidt ed Epigenes) si estende radialmente in tutte le direzioni andando a interessare gran parte dell'emisfero situato a nord del mare Frigoris con lunghissimi segmenti anche di oltre 900/1000 chilometri. Per osservare questa spettacolare struttura radiale, così come per tutte le altre simili strutture appartenenti alla medesima tipologia, sono maggiormente indicate le fasi prossime al Plenilunio quando la più elevata albedo esibita dai materiali che compongono la raggiera verrà esaltata dalla luce del Sole alto sull'orizzonte della Luna, con la contestuale netta prevalenza di questa su tutto il paesaggio circostante.

curiosare intorno a Gutenberg noterete come sul suo bastione meridionale il cratere Gutenberg-C non abbia la consueta forma circolare bensì alquanto irregolare, ma ciò che più attira l'attenzione è il fatto che oltre quest'ultimo cratere si estenda per circa 70 km un altopiano costituito da rilievi montuosi e crateri posti a un livello superiore rispetto alla pianura circostante, con una larghezza media di 40/45 km andando poi a terminare poco oltre il cratere Magelhaens.

Goclenius

Passiamo ora a Goclenius, un cratere di 56 km di diametro proveniente dal Periodo Geologico Nectariano collocato a 3,9 miliardi di anni fa. Il sistema delle pareti intorno a questo cratere, la cui altezza è di circa 1.500 metri, esibisce un notevole stato di degrado e anche a una semplice osservazione al telescopio noteremo come i due versanti est e ovest differiscano notevolmente, venendo a costituire un interessantissimo spunto per l'utilizzo di oculari con diversi poteri di ingrandimento. Infatti, a prescindere dalla citata generale condizione di degrado, mentre il lato occidentale presenta una lunga, elevata e quasi ininterrotta linea di cresta sommitale, con la prevalenza di ripidi versanti rivolti verso l'interno del cratere intervallati da speroni rocciosi e varie irregolarità, sul lato opposto, quello orientale, potremo osservare come i bastioni siano costituiti da una struttura generalmente più larga dove alla base di una lunga ma modesta linea di cresta sommitale si estende un corrispondente e stretto altopiano, dove il versante interno riprende a scendere fino sul fondo del cratere. È notevole la quantità di piccoli crateri che potremo tentare di individuare con i nostri strumenti, incastonati su entrambi i lati delle pareti utilizzando anche elevati poteri di ingrandimento compatibilmente con le condizioni osservative della serata.

Altrettanto interessante sarà osservare una evidente depressione dalla forma triangolare esistente sulla parete nord, indicativamente in corrispondenza di Goclenius-B, cratere di 7 km di diametro. Una buona parte della platea di Goclenius è letteralmente occupata dagli estesi rilievi montuosi che dalle pareti si estendono anche per parecchi chilometri all'interno del cratere, in modo particolare nei settori nord e sud-sudovest andando a interessare anche la parte più centrale della platea. Merita un'attenta osservazione anche il rilievo collinare che occupa il centro della platea, allungato in direzione est/ovest. Non potrà mancare una visitina a Goclenius Epsilon, un vasto rilievo montuoso situato a nordest all'esterno del cratere, esteso in direzione nord/sud nel mare Fecunditatis.

Come peculiarità riferita al cratere Goclenius, non possiamo non citare le omonime rimae costituite da un vasto sistema di larghi solchi, che partendo dalla platea del cratere principale si estendono per circa 250 km in direzione sudest/nordovest andando a interessare direttamente anche i crateri Gutenberg, Gutenberg-E e Gutenberg-G fino all'area del cratere Lubbock, lungo un tratto del margine occidentale del mare Fecunditatis.

Per l'osservazione delle Rimae Goclenius è indicato uno strumento riflettore intorno ai 200 mm di diametro ma, come sempre, tutto sarà in stretta relazione con le effettive condizioni osservative. Si consiglia di osservare anche ad elevati poteri di ingrandimento l'intricato reticolo costituito dalle Rimae Goclenius nella platea dell'omonimo cratere, dove numerosi solchi di varia larghezza si intersecano anche con differenti angolazioni. Anche a bassi ingrandimenti non sfuggirà certamente un'interessante particolarità di Goclenius, infatti in corrispondenza delle sue pareti nord e sudest i rispettivi bastioni si estendono senza soluzione di continuità direttamente nella piana di Fecunditatis per circa 18 km a nord e circa 35 km verso sudest.