Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 14

Coelum Astronomia

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Pianeti extrasolari: la prima volta dell’elio

di Alberto Laratro – Media INAF

Lo studio delle atmosfere dei pianeti extrasolari è una delle frontiere della ricerca astronomica dei giorni nostri. Uno degli ultimi risultati ottenuti in tal senso da un team di ricerca internazionale riguarda la prima osservazione di elio nell’atmosfera che circonda Wasp-107b, un gigante gassoso di tipo supernettuniano.

Immaginate un pianeta – o, viene da dire, un pallone gonfiato, data la sua densità – con una grandezza paragonabile a quella di Giove, ma con una massa dieci volte più piccola, che orbita vicinissimo alla sua stella, situata nella costellazione della Vergine. Un anno lì dura solo 6 giorni eppure non è la cosa più straordinaria. Wasp-107b possiede un’atmosfera modellata dalla pressione del vento solare che le conferisce una forma allungata, a goccia, quasi come la coda di una cometa. In questa atmosfera spazzata dal vento stellare, grazie alle osservazioni del Telescopio Spaziale Hubble, il team di ricerca, guidato da Jessica Spake dell’University of Exeter, è riuscito a scovare, per la prima volta in un pianeta extrasolare, la presenza di elio.

Complice della scoperta una nuova tecnica che sfrutta la luce infrarossa al posto di quella ultravioletta usata finora per studiare lo spettro luminoso della luce che filtra attraverso l’atmosfera. «Speriamo di usare questa tecnica con l’imminente James Webb Space Telescope, per esempio per imparare quale tipo di pianeta possegga un grande involucro di idrogeno ed elio, e per quanto tempo i pianeti possano trattenere la loro atmosfera. Misurando la luce infrarossa, possiamo vedere più a fondo nello spazio rispetto all’uso della luce ultravioletta», ha spiegato Spake.

Il segnale raccolto si è rivelato così potente da suggerire che l’atmosfera di questo pianeta – contenente appunto elio in uno stato eccitato – si estenda per oltre 10mila km verso lo spazio. Un’atmosfera che, nonostante con i suoi 500 gradi sia decisamente calda, è a oggi una delle più fredde mai scoperte.

La nuova tecnica potrà permettere anche l’analisi dell’atmosfera di esopianeti di dimensioni terrestri. «Se pianeti più piccoli, della dimensione della Terra, hanno simili nubi di elio», suggerisce infatti uno dei cofirmatari del paper, Tom Evans, «questa nuova tecnica offre un mezzo esaltante per studiare, nel prossimo futuro, la parte alta delle loro atmosfere».

In alto. Rappresentazione artistica di Wasp-107b. Crediti: Esa/Hubble, Nasa, M. Kornmesser.

Viaggio nel cuore della Laguna

di Redazione Coelum Astronomia

Dal suo lancio, il 24 aprile 1990, il Telescopio Spaziale Hubble della NASA/ESA ha rivoluzionato quasi ogni area dell’astronomia osservativa. Ha offerto una nuova visione dell’Universo e ha raggiunto e superato tutte le aspettative per un periodo di ben 28 anni. Per celebrare l’eredità della missione di Hubble e la lunga partnership internazionale che la rende possibile, ogni anno l’ESA e la NASA celebrano il compleanno del telescopio con una nuova spettacolare immagine. L’immagine di compleanno di quest’anno (il 28°) presenta un oggetto che è già stato osservato diverse volte in passato: la celebre Nebulosa Laguna (M 8).

La Nebulosa Laguna è un oggetto colossale di ben 55 anni luce e alto 20 anni luce. Pur trovandosi a circa 4.000 anni luce dalla Terra, appare nel cielo tre volte più grande della Luna Piena. Se poi avete a disposizione cieli bui e trasparenti, è possibile scorgerla anche a occhio nudo. Essendo relativamente così grande, Hubble è in grado di catturare solo una piccola parte per volta della sua superficie totale, mostrandoci però dettagli sorprendenti!

Questa splendida nebulosa fu catalogata per la prima volta nel

1654 dall’astronomo italiano Giovanni Battista Hodierna, che decise di catalogare gli oggetti nebulosi nel cielo notturno perché non fossero scambiati per comete. Osservando questo ritaglio della nebulosa, può non essere chiaro il motivo del nome, ma allargando il campo di visuale risulta facilmente distinguibile l’ampia corsia di polvere a forma di laguna che attraversa il gas della nebulosa. In questa nuova immagine ci troviamo proprio nel cuore di questa laguna…

Come molti vivai stellari, la nebulosa vanta molte stelle grandi e calde. La loro radiazione ultravioletta ionizza il gas circostante, facendolo splendere luminoso e scolpendolo in forme che appaiono spettrali e ultraterrene. La stella

A destra. L'intera nebulosa, a circa 4000 anni luce di distanza, ha un'incredibile lunghezza di 55 anni luce per una larghezza di 20. Questa immagine mostra solo una piccola parte di questa turbolenta regione di formazione stellare, di circa quattro anni luce di ampiezza. Le riprese sono della Wide Field Camera 3 di Hubble, ottenute tra il 12 febbraio e il 18 febbraio 2018. Consigliamo caldamente di cliccare per ingrandire l'immagine! Crediti: NASA, ESA, STScI