Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 10

Sopravvissuta a un'esplosione di Supernova

di Redazione Coelum Astronomia

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Diciassette anni fa gli astronomi hanno osservato una supernova esplosa nella galassia NGC 7424, posta a 40 milioni di anni luce nella costellazione meridionale della Gru. Ora, nello sbiadito bagliore di quell’esplosione, il Telescopio Spaziale Hubble ha catturato la prima immagine della stella compagna di quella supernova, sopravvissuta all'esplosione.

«Sappiamo che la maggior parte delle stelle massicce fanno parte di coppie binarie», ha dichiarato Stuart Ryder dell’Australian Astronomical Observatory (AAO) di Sydney, autore principale dello studio. «Molte di queste coppie binarie possono interagire e trasferire gas da una stella all’altra, se loro orbite si avvicinano a sufficienza».

La compagna della stella progenitrice della supernova non era quindi un’innocente spettatrice dell’esplosione. Ha sottratto nel tempo quasi tutto l’idrogeno dall’involucro stellare della stella condannata, da quella regione in cui l’energia viene trasportata dal nucleo della stella alla sua atmosfera. Milioni di anni prima che la stella primaria diventasse supernova, quindi, questa ladra stellare ha portato all’instabilità la stella primaria, strappandole poi via il bozzolo di idrogeno poco prima della catastrofe.

La supernova, denominata SN 2001ig è classificata come una supernova di tipo IIb (un tipo relativamente raro e insolito di supernovae). Le supernovae di tipo IIb presentano delle caratteristiche simili a quelle di tipo Ib, mostrando deboli linee dell'idrogeno nella porzione iniziale dello spettro, motivo per il quale sono classificate come tipo II, ma la loro curva di luce presenta, dopo il picco iniziale, un secondo picco, che le assimila alle supernovae di tipo Ib.

In che modo questo tipo di supernovae perdano il loro involucro esterno non è ancora del tutto chiaro. Inizialmente si pensava che a originarle fossero stelle solitarie, con un vento stellare così intenso da dissipare lo strato esterno di idrogeno. Ma quando gli astronomi iniziarono a cercare le stelle primarie da cui potevano originarsi queste supernovae, per la maggiorparte delle IIb non riuscirono a trovarle.

«Era un fatto particolarmente bizzarro, perché gli astronomi si aspettavano fossero stelle particolarmente massicce e brillanti», ha spiegato Ori Fox dello Space Telescope Science Institute di Baltimora. «In più, il numero di supernovae di tipo IIb è molto più grande di quanto previsto». Questo ha portato gli scienziati a teorizzare che molte delle stelle primarie fossero quindi parte di sistemi binari, e quindi con massa inferiore, e si misero al lavoro per dimostrarlo.

Ma cercare la compagna binaria dopo un’esplosione di supernova non è un compito facile. In primo luogo, deve essere relativamente