Coelum Astronomia 223 - 2018 - Page 151

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Italian Supernovae Search Project

(http://italiansupernovae.org)

Una nuova scoperta italiana

SUPERNOVAE

A cura di Fabio Briganti e Riccardo Mancini

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Iniziamo parlando subito di una nuova scoperta italiana, targata ISSP (Italian Supernovae Search Project), messa a segno nella notte del 26 aprile dal team dell’Osservatorio di Monte Agliale composto da Fabrizio Ciabattari, Emiliano Mazzoni e Sauro Donati. L’oggetto è stato individuato a mag. +17,9 nella piccola e compatta galassia PGC 60339 posta nella costellazione del Drago, a circa 480 milioni di anni luce di distanza. La galassia ospite è immersa in un campo ricco di galassie fra cui spiccano NGC 6381, NGC 6390 e UGC 10870.

Nella notte del 28 aprile, dall’Osservatorio del Roque de los Muchachos nelle Isole Canarie con il Nordic Optical Telescope da 2,56 metri, è stato ripreso lo spettro di conferma che ha permesso di assegnare alla supernova la sigla definitiva SN2018bbz classificandola di tipo Ia scoperta circa due settimane dopo il massimo di luminosità. La galassia PGC 60339 ha un modulo di distanza di circa 35,8 e, poiché le supernovae di tipo Ia hanno tutte una magnitudine massima assoluta pari a –19, la magnitudine massima apparente di una supernova di tipo Ia in questa galassia è pari a +16,8 (35,8 – 19 = 16,8). Questo massimo dovrebbe essere stato raggiunto intorno al 10-15 aprile, ma sicuramente la supernova era già visibile nei giorni precedenti.

Visto che NGC 6381 e NGC 6390 sono galassie interessanti e di sicuro più fotogeniche di PGC 60339 forse qualcuno le ha riprese dal 5 al 25 aprile e potrebbe aver immortalato anche la supernova nella vicina PGC 60339 ottenendo un’importante pre-discovery.

Questo è proprio ciò che è accaduto all’astrofilo trevigiano Paolo Campaner che nella notte del 19 aprile aveva ripreso la galassia NGC 6381 e nel campo di ripresa, sul bordo in alto a sinistra, era presente anche la piccola PGC 60339 con la supernova che brillava a mag. +17,0 avendo da poco superato il massimo di luminosità. Con l’Atel n.11615 gli americani del Zwicky Transient Facility presso l’Osservatorio di Monte Palomar in California hanno comunicato di aver immortalato anche loro la supernova lucchese nella notte del 14 aprile. Secondo lo spettro preso dall’Osservatorio del Roque de los Muchachos, quindi proprio nel periodo di massimo di luminosità della supernova. In realtà la loro stima è di solo mag. +18,2 facendo pensare a un errore di interpretazione dello spettro. Se la stima degli americani è corretta, allora il massimo di luminosità della supernova si è verificato una settimana più tardi, intorno al 20 aprile.

Sopra, a sinistra. SN2018bbz ottenuta da Paolo Campaner con un telescopio riflettore da 400mm F.5,5 ed è la somma di 15 immagini da 75 secondi. A destra. Pre-discovery ottenuta da Paolo Campaner con un telescopio riflettore da 400mm F.5,5 ed è la somma di 2 immagini da 75 secondi.