Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 99

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criticità di tale operazione mi ha imposto una sequenza di operazioni volte a garantire la massima precisione possibile:

- La prima operazione è quella di delimitare al

massimo la zona di estrazione del profilo di binning, ovvero quella nella quale il software calcola il profilo spettrale, rendendola quanto più stretta possibile: una sottilissima striscia di 2-3 pixel situata al centro dell’ombra della macchia, dove la separazione tra le due righe è massima e l’inclinazione tra gli elementi dello splitting è minima.

- La seconda è quella di ottenere la massima

precisione dei centri riga. Una volta delimitati i centri delle due righe Zeeman splittate (una verso il rosso e una verso il blu, con l’apposita routine del software) si operano tre misure del loro valore in Angstrom e si ripetono per tre volte per ciascuna riga, quindi si mediano tra loro facendo poi la differenza dei risultati delle tre medie ottenendo tre valori della reciproca distanza tra i due centri riga dai quali si ottiene

A sinistra. Lo spettro bidimensionale della AR 2673 centrato sulla riga del Fe I a 6173 Å. La striscia scura longitudinale al centro è l’immagine spettrale della macchia e la zona di binning, al centro di questa, è di soli 3 pixel.

Il profilo spettrale della riga a 6173 Å sulla macchia AR 2673 dell’esempio precedente, con le due righe di splitting (quella centrale, presente nel caso in esame, non sempre è visibile) e, a lato, la finestra con il calcolo delle tre misure , ripetute tre volte, della lunghezza d’onda delle righe stesse e delle medie relative.