Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 95

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medie dimensioni, come la Losmandy G11 o la Avalon M1 (figura in basso).

La camera CCD applicata al fuoco dello strumento era una Imaging Source DMK 41 AS, col noto e sensibile sensore Sony ICX 285 AL, che ho preferito alla sorella DMK 51, per la maggiore sensibilità nella zona dello spettro nella quale andavo a indagare, con una EQ di circa il 75% a 6173 Å.

Come si sa, la risoluzione spettrale, ovvero la capacità di separare righe vicine (per certi versi simile alla risoluzione ottica) è, a parità degli altri fattori, funzione diretta del numero di righe per mm e della superficie del reticolo di diffrazione coperta dal fascio luminoso, e funzione inversa dell’ampiezza della fenditura dello spettroscopio (ovvero più stretta è la sua apertura, più aumenta la capacità di separare righe contigue). Essendo le ottiche e il reticolo definiti strutturalmente dal progetto, l’unico sistema per aumentare la risoluzione, fino a quanto richiesto per rilevare l’effetto Zeeman, era quello di chiudere ulteriormente la fenditura rispetto ai valori normalmente utilizzati per operare in spettroeliografia digitale (circa 20-25 micron). Tuttavia, la chiusura di una fenditura oltre certi

limiti comporta l’insorgere di fenomeni di diffrazione, che nella pratica possono pregiudicarne l’output. Nel test operato sulla AR 2546, la fenditura regolabile di Solarscan fu chiusa a un valore di circa 15 micron, il massimo possibile per quel modello di fenditura. Questo valore forniva, sulla riga a 6166 Å vicina a quella d’interesse, una risoluzione R di circa 40.000, aumentato a 50.000 con l’applicazione di un leggero filtro wavelet sull’immagine dello spettro bidimensionale. Quest’ultimo ha mostrato chiaramente lo splitting della riga a 6173 Å, mentre nel profilo spettrale la scomposizione non era così evidente, e l’avevo ottenuto con notevoli difficoltà (figura nella pagina successiva).

Sopra. Efficienza quantica (EQ) del sensore Sony ICX 285 AL

A sinistra. Lo spettrografo Hires Solarscan su una montatura Losmandy G11 dell’autore, nella sua postazione osservativa a Roma.