Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 85

Visto che ci siamo ormai abituati a considerare il risultato di questo conto come un numero variabile nel tempo e sempre soggetto a revisione, cosa possiamo aspettarci dal futuro?

Come abbiamo visto è risultato fondamentale disporre di uno strumento potente, in grado di scrutare nelle profondità del Cosmo come il Telescopio Spaziale Hubble. Abbiamo visto anche che è importante poter avere una grande sensibilità nella banda infrarossa per spingerci a vedere gli albori dell'Universo. In tutto questo sarà sicuramente fondamentale il contributo dato dai futuri grandi telescopi di terra, come l'E-ELT (European Extremely Large Telescope) dell'ESO e il successore di Hubble, il futuro James Webb Space Telescope (JWST), il cui lancio al momento è previsto nel 2020, che promette di migliorare la nostra vista, arrivando a scorgere il momento della formazione delle prime galassie.

Molto probabilmente le nostre conoscenze subiranno un nuovo salto in avanti, come è accaduto quando il Telescopio Hubble ha iniziato la sua attività, e altrettanto probabilmente

dovremo rivedere ancora una volta la stima del conto delle galassie. In ogni caso, anche se la valutazione è solo temporanea, non si può che restare sorpresi, affascinati e atterriti di fronte a un tale sconvolgente numero: 2 trilioni di galassie! E il senso di smarrimento che questo numero suscita può solo aumentare se si considera che ognuna di quelle galassie ospita mediamente qualche centinaio di miliardi di stelle! E quanti i pianeti? Un numero quasi inconcepibile, che può solo darci i brividi ma che permette, forse, di immaginare la grande vastità dell'Universo che ci circonda e in cui noi tutti viviamo.

Una stima finale?

Sopra. Il futuro Telescopio Spaziale James Webb, il successore di Hubble il cui lancio è, al momento, previsto per il 2020. Crediti: NASA

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