Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 81

dati di Hubble: nel corso degli anni il numero totale di galassie si è certamente accresciuto ma senza compiere un salto paragonabile a quello successivo all'HDF, essendo veramente difficile superare la profondità raggiunta dalle immagini del Telescopio Spaziale.

Per esempio, nel 2004, gli astronomi, analizzando proprio la Hubble Ultra Deep Field, uno spaccato di Universo profondo 13 miliardi di anni luce, hanno contato circa 10.000 galassie (contro le 3.000 del precedente Deep Field). Tra l'agosto e il

settembre del 2009, la stessa porzione di cielo è stata ripresa anche nell'infrarosso, rilevando altre deboli galassie non visibili nella prima immagine perché oscurate da polveri e gas presenti lungo la linea di vista (fortunatamente le polveri interstellari e i gas cosmici, poiché freddi, risultano più trasparenti nella banda infrarossa rispetto al visibile). Moltiplicando quindi i nuovi valori, la stima del numero di galassie

nell'Universo osservabile è cresciuta per raggiungere un valore compreso tra i 300 e i 500 miliardi! Ma non finisce qui…

Sopra. Questa immagine ritrae le grandi formazioni di gas e polveri che costituiscono i “Pilastri della Creazione” nella Nebulosa Aquila (M 16). Questi colossali “colonne” sono la culla per la formazione di nuovi astri, pronti ad accendersi. L’immagine di sinistra è una ripresa del Telescopio Spaziale Hubble nel visibile, mentre l’immagine di destra è una fotografia realizzata dal VLT (Very Large Telescope) dell’ESO nella banda infrarossa (utilizzando lo strumento ISAAC. Si può notare chiaramente come le colonne appaiano ben più trasparenti se osservate nell’infrarosso: le immagini nel visibile lasciano trasparire poco la presenza degli astri in formazione, molto appariscenti invece nell’immagine di destra. Crediti: NASA/ESA/Hubble e ESO/VLT.

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