Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 8

Coelum Astronomia

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stelle cercando cali nelle curve di luce, che potrebbero indicare il transito di un pianeta di fronte alla stella. La misura di questi cali di luminosità può dare ai ricercatori un’idea delle dimensioni del pianeta.

Una volta individuato, gli astronomi avranno bisogno di più informazioni per comprenderne le caratteristiche, ad esempio se è roccioso o gassoso, e per fare questo servirà l’uso di altri strumenti. I telescopi terrestri misureranno l’effetto gravitazionale di un pianeta sulla sua stella ospite, ad esempio, per misurarne la densità, sperando di individuare pianeti di dimensioni minori a quelle di Nettuno e di natura rocciosa, potenzialmente quindi abitabili.

Per analizzarne poi le atmosfere, e cercare molecole che possano suggerire la presenza di vita, sarà invece necessario attendere il telescopio spaziale della NASA James Webb, il cui lancio è al momento previsto per 2020, sperando non avvengano ulteriori problemi e ritardi.

Contestualmente alla riuscita del lancio, la NASA ricorda e invita a partecipare a un progetto di citizen science dedicati alla ricerca dei pianeti extrasolari, all’interno del famoso portale web Zooniverse, utilizzando per il momento l’incredibile mole di dati della sonda Kepler, ormai in via di pensionamento.

I cittadini scienziati (ovvero chiunque abbia voglia di cimentarsi con questo tipo di ricerca dal proprio computer di casa) sono invitati a esaminare i dati della missione K2 di Kepler, per scoprire eventuali esopianeti in transito. Un lavoro di questo tipo, decisamente certosino, permetterà ai ricercatori professionisti di misurare i tassi di occorrenza dei diversi tipi di pianeti in orbita attorno diversi tipi di stelle.

Si tratta quindi di controllare e vagliare le numerose curve di luce raccolte da Kepler, alla ricerca di quei cali di luminosità che possono indicare la presenza di un pianeta in transito davanti alla sua stella. Aderendo al progetto si verrà guidati passo passo, prima con qualche

semplice accenno alla teoria e poi nella ricerca vera e propria. Ovviamente sarà necessaria la conoscenza dell’inglese, ma niente di troppo complesso in realtà.

I progetti di citizen science della NASA non sono gli unici che permettono agli appassionati di partecipare alla ricerca di pianeti extrasolari. Sono tante le occasioni per mettere alla prova la propria strumentazione amatoriale, magari non da principianti, ma per astrofili più esperti… ma si deve sempre iniziare da qualche parte, no? Una trattazione diffusa dello stato della ricerca amatoriale oggi di pianeti extrasolari e delle opportunità a disposizione la trovate in un lungo e completo articolo di Rodolfo Calanca, sui numeri 220 e 221 di Coelum Astronomia.

Non è da escludere che anche i dati di TESS verranno messi a disposizione della comunità per permettere agli appassionati di affiancarsi alla ricerca professionale.

Viste le potenzialità di TESS, ci sia aspetta che la sua missione venga estesa numerose volte. Il lavoro di TESS non dipende da nulla che possa consumarsi nel tempo (come il carburante) e, come conclude Ricker: «Sarà sostanzialmente limitato da quanto a lungo la NASA avrà la pazienza di finanziare la missione».

«Gli oggetti che TESS individuerà saranno materiale fantastico per la ricerca per i decenni a venire», ha affermato Stephen Rinehart, del team di missione TESS presso il Goddard Space Flight Center della NASA. «È l’inizio di una nuova era della ricerca sui pianeti extrasolari».

Crediti: NASA.