Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 75

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conto delle galassie significa conoscere meglio le galassie stesse e in particolare significa chiarire come queste strutture si evolvano nel tempo, se si siano formate con dimensioni più piccole e si siano accresciute in seguito o ancora se le galassie moderne hanno particolarità distintive differenti rispetto alle galassie antiche.

Risulta quindi piuttosto chiaro come questa semplice domanda abbia in realtà una valenza ben più grande di una semplice ed innocente curiosità!

Ma quante sono, allora, le galassie nell'universo?

Una prima risposta può essere semplice e veloce: nessuno lo sa con certezza!

Per lungo tempo la stima ufficiale riportava il numero di (circa) 100 miliardi di galassie ma questo è un numero che, benché sembri già astronomico, in tempi più recenti si è rivelato fin troppo limitato.

Uno degli aspetti affascinanti dell'astronomia, ma della scienza tutta per la verità, è che non c'è modo di annoiarsi, poiché la "verità" di oggi non attende altro che essere messa alla prova, per essere affinata, per trasformarsi in un piccolo passo verso la "verità" di domani. In altre parole, le nostre conoscenze sono in continua evoluzione. . L'Universo è vasto e complesso, a volte queste evidenze mancano e gli astronomi, come veri detective, devono raccogliere giorno per giorno quegli indizi che permettono di ricostruire, molto faticosamente, l'immagine finale del puzzle della realtà che ci circonda. Allo stesso modo, proprio nel tentativo di dare una risposta alla domanda al centro di questo articolo, con logica e grande pazienza, gli astronomi avevano ipotizzato dei numeri che nel tempo si sono modificati, sempre in aumento, verso cifre difficili da immaginare.

Come gli astronomi contano le galassie?

Anche se forse, a questo punto, il lettore può immaginarsi qualche fantascientifico strumento avanzatissimo in grado di compiere misurazioni alla portata solo di un supercomputer, la realtà invece è ben diversa. Potrebbe stupire sapere che, per un compito così ardito come il conto delle galassie dell’universo visibile, gli astronomi si limitano semplicemente a... contarle!

Si prende una ripresa sufficientemente profonda del cielo, la cui area è nota e si contano gli oggetti galattici in essa presenti. Ipotizzando che la distribuzione delle galassie nell'Universo sia omogenea (secondo il principio cosmologico che la materia nell'Universo sia omogenea e isotropa quando considerata su larga scala), si moltiplica il numero di galassie trovato in quell'area per il numero di aree necessarie a coprire l'intero cielo.

Facile no? Non proprio!

Per contare qualcosa, infatti, è indispensabile saper riconoscere gli oggetti di un certo tipo e distinguerli dagli altri che non devono rientrare nel conto, il che ovviamente presuppone alle spalle l'aver decifrato le categorie di raggruppamento degli oggetti celesti e, inevitabilmente, di disporre degli strumenti necessari a vederli per compiere quindi l'enumerazione.

Se per quanto riguarda la teoria relativa alla classificazione delle galassie sono numerosi gli studi condotti nel tempo, sul fronte degli strumenti possiamo dire che è solo nell'epoca del Telescopio Spaziale Hubble, lanciato nel 1990, che abbiamo avuto a disposizione uno strumento sufficientemente potente da entrare nel vivo della questione. Negli ultimi 30 anni, Hubble ha permesso di rivoluzionare le conoscenze su molti aspetti della scienza astronomica e sicuramente ci ha donato una visione del tutto nuova del Cosmo.