Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 63

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Galaxy Zoo

Visionare centinaia di stupende immagini di galassie; gettare uno sguardo ai confini dell’universo e poter dare un’enorme mano alla scienza con un unico click del mouse: questo è Galaxy Zoo. Si tratta di un progetto astronomico internazionale nel quale i membri sono chiamati a classificare milioni di galassie. Galaxy Zoo è dunque un ottimo esempio di citizen science. Grazie alla facilità di utilizzo e alla bellezza delle immagini da esaminare, ha subito avuto un grandissimo successo, con decine di migliaia di iscritti e milioni di galassie catalogate.

Il lavoro da svolgere è comunque ancora lungo e veramente ambizioso, ma allo stesso tempo semplice e ricco di soddisfazioni, quindi vale sicuramente la pena partecipare a questa che è la più grande catalogazione astronomica mai fatta nella storia umana.

Per maggiori informazioni visitare il sito web del progetto.

Bergh, dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, sottolineano come a distanze corrispondenti a un redshift uguale a 1, epoca in cui l’Universo aveva 5,8 miliardi di anni, il numero di pixel di una galassia possa essere inferiore anche di un fattore 100 rispetto alle immagini delle galassie più vicine. Classificare simili galassie diventa dunque già una notevole estrapolazione da analoghi studi effettuati a redshift intorno a 0.

A questa notevole difficoltà i due astronomi canadesi ne affiancano un’altra: l’esiguo numero di galassie distanti di cui possediamo immagini utili per studiarne la morfologia. È vero che ciascuno dei fantastici Campi profondi catturati da Hubble (Hubble Deep Field) contiene circa 3.000 galassie, ma solamente poche centinaia di esse sono grandi, luminose e vicine a sufficienza da poter procedere a un’affidabile classificazione. Di queste, poi, solamente per una settantina la risoluzione e il favorevole orientamento lungo la linea di vista ci permettono di individuare la