Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 62

Coelum Astronomia

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Sotto. Questa immagine, catturata dal Telescopio Spaziale Hubble nel 2017, mostra cosa succede quando due galassie si scontrano diventando una sola. Il contorto nodo cosmico qui ritratto è NGC 2623 che si trova a circa 250 milioni di anni luce di distanza, nella costellazione del Cancro. NGC 2623 ha assunto questa sua forma insolita in seguito alla grande collisione e successiva fusione tra due galassie separate. Questo violento incontro ha causato la compressione delle nubi di gas all'interno delle due galassie originarie, che a loro volta hanno innescato un picco di formazione stellare: le nuove stelle risplendono di luce blu brillante. Si nota la presenza di due lunghe code di polveri e gas (code di marea) che si estendono per circa 50.000 anni luce da un capo all'altro. Crediti: NASA/ESA/Hubble.

Classificazione problematica

Quando viene applicata alle galassie nei paraggi della Via Lattea, la classificazione di Hubble si comporta in modo ineccepibile. Oltre il 90% delle galassie più luminose, infatti, trova perfetta collocazione nel diagramma. Ci sono notevoli problemi, però, nel collocare nella classificazione gran parte delle galassie nane del Sistema Locale. Tali galassie, benché il loro contributo alla massa complessiva del sistema sia marginale, sono di gran lunga più numerose delle altre. Un vero peccato che sia terribilmente difficile riuscire a scorgere questa vasta popolazione di galassie a grandi distanze. Inevitabilmente, insomma, un gran numero di galassie si mantiene al di fuori della classificazione standard.

Teniamo inoltre ben presente che il numero di galassie da inquadrare in una classificazione è passato da poche migliaia di elementi al milione e più di galassie considerate dal progetto Galaxy Zoo. Si è poi passati dalle classiche immagini in bianco e nero alle più sofisticate riprese a colori, elemento tutt’altro che secondario dato che permette di individuare le particolari caratteristiche delle galassie riconducibili alle popolazioni di stelle che le compongono e alla presenza di emissioni delle nubi di gas in esse presenti.

Un altro enorme problema è costituito dal fatto che, fatalmente, man mano che ci addentriamo nell’Universo le dimensioni apparenti delle galassie si mostrino sempre più ridotte. A tal proposito, in uno studio pubblicato su Science nel 2001 relativo all’evoluzione morfologica delle galassie, Roberto Abraham e Sidney van den