Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 60

Un fiore per Gagarin

Qualche giorno prima del lancio, Paolo Nespoli e i suoi compagni di viaggio, Sergey Ryazanskiy e Randy Bresnik, hanno svolto la tradizionale visita pre-volo alla tomba di Yuri Gagarin, le cui ceneri sono tumulate nelle mura del Cremlino.

La tradizione prevede che l’equipaggio di ogni missione si rechi a Mosca per lasciare un fiore sulla lapide di Yuri Gagarin e di altri personaggi storici dell’astronautica russa. Si tratta di uno dei vari “rituali” cui i cosmonauti partecipano pochi giorni prima della loro partenza, che includono la firma della porta della camera d’albergo, il taglio dei capelli e la piantumazione di un albero nel Viale degli Astronauti, che si trova presso il Cosmonaut Hotel in Kazakistan. Molte di queste tradizioni hanno avuto inizio proprio con la missione di Gagarin: fu lui a

piantare il primo albero e a chiedere un taglio di capelli un paio di giorni prima di partire a bordo della sua Vostok.

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Sotto. Una magnifica immagine della galassia NGC 1300, situata nella costellazione dell’Eridano, a circa 69 milioni di anni luce di distanza. Come si può notare, la galassia è “barrata” ovvero è una galassia composta da un nucleo attraversato da una struttura a forma di barra dalla quale si dipartono i bracci di spirale. Secondo gli studi più recenti, anche la morfologia della nostra galassia, la Via Lattea, è del tipo “a spirale barrata”.

La ripresa è stata effettuata nel 2004 con il Telescopio Spaziale Hubble. Crediti: ESA/NASA/STScI/AURA

I due rami del diapason, dunque, sono dedicati alle due differenti tipologie di galassie in cui è presente il caratteristico avvolgersi dei bracci di spirale. Mentre nelle galassie a spirale la struttura dei bracci si diparte direttamente dalla regione centrale (il cosiddetto bulge), nelle spirali barrate è presente una barra di stelle che si sovrappone al bulge e i bracci si dipartono dalle due estremità di tale struttura. Per entrambi i gruppi sono previste tre classi, contraddistinte con le lettere dalla “a” alla “c”, che descrivono quanto appaia stretto e compatto l’avvolgimento dei bracci. Insomma, una galassia catalogata come Sa sarà dunque una galassia a spirale con i bracci molto ravvicinati, mentre una galassia SBc sarà una galassia barrata con i bracci pochissimo avviluppati tra loro.

Il diagramma è completato dal gruppo delle galassie irregolari, destinato ad accogliere quei sistemi stellari che Hubble non riusciva a inquadrare nelle precedenti tipologie. Del gruppo facevano parte le galassie caratterizzate da forme irregolari, si pensi per esempio alle Nubi di Magellano e ad altre galassie nane, e sistemi stellari nei quali la struttura a spirale appariva pesantemente interrotta, quasi fosse stata profondamente disturbata da qualche misterioso cataclisma. Con gli anni avremmo scoperto che in molti casi quei cataclismi altro non erano che la reciproca interazione di due galassie, capace di distruggere la regolarità della struttura e generare giganteschi e caotici ingorghi stellari, ma anche di innescare la produzione di nuove stelle.

Per un breve periodo, vi fu chi alla classificazione di Hubble attribuì anche un significato evolutivo. Con il passare del tempo, cioè, una galassia si trasformava passando da una classe all’altra procedendo nel diagramma a diapason da sinistra verso destra. A questa idea è legato il fatto che, talvolta, ci si riferisca alle galassie Sa e SBa chiamandole precoci (early-type), mentre le galassie Sc e SBc vengono chiamate tardive (late-type). L’interpretazione evolutiva, però, si mostrò ben presto non percorribile e venne dunque abbandonata assegnando al diagramma