Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 58

58

Coelum Astronomia

erroneamente l’astronomo Dr. Hubbell), l’annuncio scientifico ufficiale venne dato il 1° gennaio 1925 nel corso del Congresso dell’American Astronomical Society.

Nello studio Hubble non prendeva posizione sulla portata della scoperta, quasi volesse mantenere le distanze dallo spinoso tema del Grande Dibattito. Diceva comunque esplicitamente che non solo quelle variabili erano connesse con le nebulose a spirale, ma anche che le variazioni osservate mostravano come il comportamento delle Cefeidi apparisse uniforme nelle differenti porzioni di Universo prese in esame.

Da questi assunti, però, derivava in modo immediato una dirompente conclusione: poiché la luminosità assoluta delle Cefeidi osservate in quelle spirali era affidabile, la loro distanza imponeva che i sistemi stellari ai quali appartenevano non potessero essere interni alla Via Lattea (si sarebbero dovute gonfiare le sue dimensioni in modo assolutamente inaccettabile). Complice la necessità di raffinare la relazione periodo-luminosità delle Cefeidi, le distanze in gioco andavano certamente riviste. Secondo Hubble, per esempio, Andromeda distava 900 mila anni luce: quasi il doppio delle stime di Curtis (500 mila anni luce), ma decisamente pochi

rispetto ai due milioni e mezzo di anni luce che oggi conosciamo.

Le nebulose a spirale, insomma, dovevano necessariamente essere sistemi stellari autonomi, autentici Universi Isola proprio come era stato suggerito da Kant. Quel pugno di stelle variabili aveva risolto la diatriba che divideva gli astronomi, obbligando anche i più scettici a estendere in modo decisivo e imprevisto le dimensioni dell’Universo.

Il contributo di Hubble all’astronomia non si riduce certo alla sua scoperta delle Cefeidi in alcune galassie a spirale. C’è ben altro! Tra il 1926 e il 1936, infatti, scoprì come la distribuzione delle galassie, facendo la media dei valori tra differenti angoli di vista, fosse omogenea alle varie distanze. Utilizzò quindi i conteggi delle galassie fino alla magnitudine limite del telescopio Hooker per tentare una misurazione del raggio di curvatura dello spazio.

Il contributo più noto resta comunque la scoperta, in collaborazione con il fidato assistente Milton Humason, che gli spostamenti verso il rosso della luce emessa dalle galassie, sempre più grande man mano ci si addentrava nello spazio profondo,

erano strettamente correlati con la distanza stessa.

La relazione, oggi nota come Legge di Hubble, venne pubblicata nel 1929 e ad essa si deve il rivoluzionario concetto che l’Universo si stia espandendo, uno dei cardini irrinunciabili della moderna Cosmologia.

A sinistra. Milton Humason nel suo studio di Mount Wilson (1955).