Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 55

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Quella rivoluzionaria Cefeide

Due importanti fattori contribuirono alle decisive scoperte di Hubble. Anzitutto, grazie al fondamentale lavoro di Henrietta Swan Leavitt (1868-1921) relativo alle stelle Cefeidi – stelle giganti pulsanti il cui battito era strettamente legato alla loro luminosità assoluta – dal 1908 gli astronomi potevano disporre di un ulteriore prezioso strumento per valutare le distanze cosmiche. Secondariamente, ma solo in ordine di tempo, quando Hubble prese servizio all’Osservatorio di Monte Wilson, nel 1919, era in fase di ultimazione il telescopio Hooker, il riflettore dallo specchio del diametro di due metri e mezzo che avrebbe tolto il primato di telescopio più grande del mondo al Leviatano di William Parson (vedi Coelum Astronomia 203). Un primato che l’Hooker manterrà fino al 1948, quando entrerà in servizio a Monte Palomar il ben noto telescopio Hale da 5 metri di diametro.

Fu proprio utilizzando il nuovo telescopio che Hubble riuscì a individuare la presenza di una Cefeide su una lastra della Nebulosa di Andromeda (M 31) acquisita nella notte tra il 5 e il 6 ottobre 1923. Una Cefeide alla quale, sia in M 31 che in M 33 (galassia del Triangolo), se ne aggiunsero numerose altre. L’accurata analisi delle lastre fotografiche, infatti, permise a Hubble di determinare le variazioni di luce di 22 Cefeidi in M 33 e altre 12 in M 31. Oltre a queste, altre Cefeidi erano state individuate in M 81, M 101 e NGC 2403, ma il numero di lastre acquisite non consentiva un adeguato studio della loro variazione di luminosità.

Benché di quella scoperta e delle sue conseguenze il primo a parlarne fu il New York Times il 23 novembre 1924 (chiamando

In alto. Henrietta Swan Leavitt (1868-1921).

A destra. Il Telescopio Hooker da 100 pollici dell’Osservatorio di Mount Wilson. Crediti: Ken Spencer

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