Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 53

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Le posizioni di Shapley

1. La distanza degli ammassi globulari determinata con il metodo delle Cefeidi mostra che la Via Lattea è molto grande. La loro distribuzione indica che il Sole è situato in una posizione molto decentrata.

2. Le accurate osservazioni di Adriaan Van Maanen, del Mount Wilson Observatory, mostrano per le “nebulose a spirale” come M 101 delle rotazioni misurabili in un periodo di alcuni anni.

La velocità che se ne deduce è così grande che in qualche caso dovrebbe superare quella della luce e rendere la nebulosa completamente instabile.

L’unica spiegazione plausibile è allora che esse

siano molto piccole, a composizione gassosa e non stellare, e all’interno della nostra Galassia.

3. L’esistenza di una regione di cielo nella quale non si vedono nebulose a spirale (la cosiddetta “zone of avoidance”) indica che esse fanno parte della Via Lattea.

1. Le rilevazioni di Van Maanen hanno

un’approssimazione dello stesso ordine degli errori strumentali.

2. L’analisi statistica condotta su posizioni, spettri e magnitudine intrinseca delle stelle indica che la nostra Galassia è di dimensioni contenute e il Sole ne occupa una posizione piuttosto centrale. Ancora incerta è l’attendibilità delle distanze dedotte con il metodo delle Cefeidi.

3. Lo spettro delle nebulose a spirale mostra righe di assorbimento di tipo stellare, ciò indica che le nebulose stesse devono essere composte da stelle non risolte e che quindi sono da considerarsi degli “Universi Isola” come la Via Lattea. In esse compaiono spesso delle stelle Novae, del tutto simili a quelle che si accendono nella nostra galassia.

4. La grande velocità di recessione delle nebulose a spirale scoperta da Slipher indica che esse non sono associate con la Via Lattea.

5. La tesi (3) di Shapley potrebbe essere interpretata con la presenza di uno strato di polvere interstellare posizionata sul piano della

Via Lattea, tale da impedire l’osservazione di oggetti posti al di fuori della Galassia.

... e quelle di Curtis

1. Le rilevazioni di Van Maanen hanno

un’approssimazione dello stesso ordine degli errori strumentali.

2. L’analisi statistica condotta su posizioni, spettri e magnitudine intrinseca delle stelle indica che la nostra Galassia è di dimensioni contenute e il Sole ne occupa una posizione piuttosto centrale. Ancora incerta è l’attendibilità delle distanze dedotte con il metodo delle Cefeidi.

3. Lo spettro delle nebulose a spirale mostra righe di assorbimento di tipo stellare, ciò indica che le nebulose stesse devono essere composte da stelle non risolte e che quindi sono da considerarsi degli “Universi Isola” come la Via Lattea. In esse compaiono spesso delle stelle Novae, del tutto simili a quelle che si accendono nella nostra galassia.

4. La grande velocità di recessione delle nebulose a spirale scoperta da Slipher indica che esse non sono associate con la Via Lattea.

5. La tesi (3) di Shapley potrebbe essere interpretata con la presenza di uno strato di polvere interstellare posizionata sul piano della Via Lattea, tale da impedire l’osservazione di oggetti posti al di fuori della Galassia.