Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 52

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Da un lato vi era Shapley e la sua idea che la Via Lattea costituisse tutto quanto l’Universo. Di questo sistema facevano parte integrante tutte le nebulose, comprese quelle spiraliformi come la nebulosa di Andromeda. Come prova concreta di questo modello, Shapley mise sul tappeto il lavoro dell’astronomo olandese naturalizzato statunitense Adriaan van Maanen riguardante la nebulosa a spirale M101 nell’Orsa Maggiore (la ben nota Galassia Girandola) e la stessa nebulosa di Andromeda.

Poiché Van Maanen sosteneva di aver rilevato la rotazione di quei sistemi stellari, ipotizzare che fossero separati dalla Via Lattea comportava per quei sistemi una velocità di rotazione troppo elevata, addirittura superiore al limite naturale costituito dalla velocità della luce. A corroborare ulteriormente questo modello, l'astronomo presentò il caso di una nova particolarmente brillante osservata in Andromeda la cui luminosità aveva temporaneamente superato quella del nucleo stesso della nebulosa. Una quantità di energia già problematica per una nova, ma che diventava semplicemente assurda se si fosse collocata la nebulosa di Andromeda ben al di fuori della Via Lattea (ricordiamo che ancora doveva apparire il concetto di supernova, per il quale si sarebbero dovuti attendere gli studi condotti da Walter Baade e Fritz Zwicky all'Osservatorio di Monte Wilson negli anni Trenta).

Curtis era di idee completamente differenti. Egli riteneva che Andromeda e le altre nebulose dalle caratteristiche simili fossero strutture stellari distinte dalla Via Lattea ma ad essa strutturalmente simili, le isole stellari ipotizzate da Kant. A sostegno della sua tesi sottolineava come Andromeda apparisse particolarmente ricca di novae, più ricca dell’intera Via Lattea. Una

Sopra. Un incredibile mosaico della bella galassia M 101, la Pinwheel Galaxy (Galassia Girandola). L'immagine è il frutto dell'elaborazione di numerose immagini realizzate dal Telescopio Spaziale Hubble. Crediti: NASA/ESA/Hubble/Davide De Martin.