Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 50

Coelum Astronomia

50

ufficialmente pubblicato, vi fu chi ne mise pesantemente in dubbio la correttezza. In una serie di studi pubblicati tra il 1915 e il 1919, infatti, l'astronomo americano Harlow Shapley (1888-1972) aveva proposto che il Sole non occupasse affatto quella posizione centrale della Via Lattea suggerita da Kapteyn. Alla base della sua convinzione vi era lo studio degli ammassi globulari della Galassia, che non solo erano facilmente individuabili anche a grandi distanze dal Sole, ma erano posizionati a sufficiente distanza dal piano galattico da renderli praticamente immuni dall’eventuale presenza di assorbimento dovuto al mezzo interstellare. Se, come egli riteneva, gli ammassi globulari erano i costituenti principali della nostra galassia e la loro distribuzione era uniforme rispetto al centro del sistema, allora quel centro non poteva coincidere neppure lontanamente con la posizione del Sole. Secondo le stime di Shapley, il raggio della distribuzione degli ammassi globulari era di circa 100 kpc (326 mila anni luce) e il Sole distava circa 18 kpc (59 mila anni luce) dal centro del sistema, collocato in direzione della costellazione del Sagittario. Un modello sostanzialmente corretto, anche se oggi sappiamo che le valutazioni di Shapley erano notevolmente sovrastimate: i dati attuali, infatti, indicano che la nostra stella dista dal centro galattico 8,5 kpc e che la nuvola costituita dai circa 160 ammassi globulari della Via Lattea ha un raggio di circa 40 kpc (130 mila anni luce).

Le valutazioni delle reali dimensioni del nostro sistema stellare, sostenute dalle differenti scuole di pensiero, erano comunque troppo distanti tra loro per non costituire un enorme problema astronomico la cui soluzione non si poteva più rimandare. Ancora non lo si sapeva, ma era alle

Harlow Shapley (1885-1972) era figlio di modesti agricoltori di Nashville, ma era riuscito a frequentare la scuola e, dopo aver fatto per un paio d’anni il cronista, si era iscritto al corso di Astronomia

all’Università del Missouri. Diplomatosi nel 1910, aveva ottenuto il Ph.D. a Princeton nel 1913, collaborando con H. N. Russel allo studio delle variabili ad eclisse. Nel 1914 sposò Martha Betz, dalla quale ebbe in seguito cinque figli, che lo sostenne e collaborò sempre con lui. Nello stesso anno entrò all’Osservatorio di Mount Wilson (dove quattro anni più tardi sarebbe stato inaugurato il telescopio da 2,5 m, allora il più grande del mondo) e pubblicò un importante lavoro sulle Cefeidi, che in quell’epoca erano considerate sistemi doppi in rapida rivoluzione. Shapley propose un nuovo modello, basato su pulsazioni del diametro periodiche e regolari, oggi universalmente accettato. Le ricerche sulle Cefeidi condussero Shapley alla sua più importante scoperta. Usando la legge periodo/luminosità, scoperta da Henrietta Leavitt per le Cefeidi nelle Nubi di Magellano, e supponendola valida per tutte le Cefeidi, riuscì a ricavare le distanze di quelle appartenenti a molti ammassi globulari, e quindi degli ammassi stessi. Gli sviluppi di queste ricerche gli permisero di tracciare la struttura e le dimensioni della Galassia, di fornire la distribuzione degli ammassi globulari rispetto ad essa e di scoprire che il Sole non si trovava al centro della Galassia ma a circa 2/3 del raggio. Anche se la successiva scoperta di due popolazioni stellari (Bade, 1952) avrebbe invalidato l’ipotesi di unicità della legge periodo/ luminosità, questo condusse solo ad un cambiamento dei valori numerici, senza nulla togliere all’essenza della scoperta, ma confermandone anzi l’importanza.