Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 28

qualsiasi altro oggetto in movimento, viene riflesso verso il suolo dalle zone di atmosfera fintanto che queste permangono ionizzati e di conseguenza gli impulsi trasmessi possono venire captati senza difficoltà. Nonostante la considerevole distanza di Venezia dall'area del rientro (oltre 550 km), gli echi radio sono stati registrati in sequenza dall'apparecchio ricevitore della stazione radio del Planetario (uno Yaesu FT-713), e da questi tramite un demodulatore (USB) è stato istantaneamente generato un segnale audio con una frequenza più o meno shiftata in base all'effetto Doppler.

L'audio dell'oggetto in rientro può essere ascoltato

cliccando qui.

L’immagine a lato mostra lo spettrogramma dell'evento in funzione del tempo (ora di Greenwich) e della frequenza radio, come generato dal software di analisi Spectrum_Lab. L'intensità della riflessione è mostrata da falsi colori, dal blu (bassa intensità) al rosso-giallo (alta intensità).

Dalla ricezione risulta che la finestra in cui il segnale radio è stato percepito a Venezia va dalle 01:23:52,5 UTC nella frequenza 1431,363 Hz fino alle 01:24:02 UTC nella frequenza 805,487 Hz, e che pochi istanti prima delle 01:24:00 UTC l'oggetto ha iniziato ad allontanarsi dalla stazione ricevente. Considerando le variazioni della frequenza dovute all'effetto Doppler registrate si deduce che l'oggetto in quegli ultimi frangenti stava drasticamente decelerando di circa 1,3 km/s.

Si può supporre pertanto che abbia proseguito la sua corsa oltre il punto previsto dal JSpOC a ovest della Corsica e che qualche detrito metallico eventualmente sopravvissuto sia caduto nel mar Tirreno, se non oltre.

A comprova di ciò potrebbero essere le molteplici testimonianze visuali dalla Toscana in giù che l'oggetto si sarebbe diviso in numerose scie, simili a meteore, di varia persistenza.

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