Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 21

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In molti si sono chiesti com’è possibile che non esistano immagini del rientro della Tiangong, qualcuno si è spinto a insinuare che sia rientrata intatta, che si sapesse che sarebbe potuto succedere e che dagli USA si voglia tenerlo segreto per carpire i segreti del progetto cinese. Non ci si capacita di come sia possibile che “gli americani” non avessero praticamente una telecamera puntata su di essa per tutto il tempo…

Come funzioni il tracciamento di un satellite in situazioni come questa prova a spiegarlo Jonathan McDowell, dell’Harvard-Smithsonian Center of Astrphysics, in una intervista a Space.com

«Quando monitoriamo i satelliti della Terra, ci sono praticamente tre modi principali per farlo: con i radar a terra, con i telescopi, sempre da terra, e con i telescopi sui satelliti.Per la maggior parte, il tracciamento dell'orbita terrestre bassa viene eseguito con i radar a terra»

Al momento non ci sono però ancora sufficienti satelliti in orbita, dedicati al tracciamento di satelliti e dei numerosi detriti spaziali, cosa che nei prossimi dieci anni andrà potenziata, anche in vista della flotta di cubesat che si prevede di mettere in orbita, e di cui si potrebbero perdere le tracce. La tracciatura radar da Terra resta al momento il metodo migliore.

Quando un satellite passa attraverso il raggio d’azione di un radar, è possibile avere un'idea della sua distanza dalla sorgente del radar e della sua velocità. Combinando le osservazioni di diversi radar è possibile ricostruire il percorso di un satellite. È però evidente che i radar di una determinata agenzia non sono in grado di coprire

l’intero globo terrestre… nel momento in cui un satellite esce dal raggio d’azione di una stazione radar, si deve attendere che rientri in quello di un’altra e qui sorge anche un altro problema...

Sempre McDowell spiega: «se hai visto un satellite con un radar dieci minuti fa, e ora lo vedi su un altro radar, come fai ad essere sicuro sia sempre lo stesso? Quando hai 18.000 satelliti che ti girano intorno districarsi tra loro non è affatto banale. Soprattutto se non ne hai il controllo diretto»…

Bisogna quindi avere un modello dell’orbita che seguirà, conoscendo però velocità e posizione solo in determinati punti. È intuibile come per la Tiangong-1 tutto si sia ancor più complicato.

Era poi necessario conoscere anche come la resistenza dell’atmosfera terrestre agiva su di essa, e quindi da che angolazione stava procedendo (altra cosa non banale essendo fuori controllo e non potendone quindi correggere l’assetto) senza contare che l'atmosfera si espande

Sopra.Una delle ultime immagini radar prodotte dal tedesco Fraunhofer Institute for High Frequency Physics and Radar Techniques FHR, la mattina del primo di aprile, quando la stazione cinese orbitava ancora a circa 160 km di quota.

Come avviene la tracciatura dei detriti spaziali?