Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 19

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nome tiangong) è rientrato in atmosfera sopra l’Oceano Pacifico Meridionale alle 02:16 (ora italiana – 00:16 UTC) la notte del 2 aprile 2018, senza arrecare quindi alcun danno. A indicarlo sono due comunicati separati, ma usciti a pochi minuti l’uno dall’altro, prima dalla China Manned Space Agency (CMSA), l’agenzia cinese dedicata alle missioni umane nello spazio e quindi dallo US Strategic Command, JFSCC (Joint Force Space Component Command).

Non siamo stati i soli a seguire le ultime orbite della Stazione Spaziale Cinese, e dopo la rincorsa delle ultime ore con l’alternarsi delle previsioni delle varie agenzie spaziali e aerospaziali, seguite da una flotta di appassionati, la Tiangong (o quel che ne è rimasto) si è inabissata nell’Oceano come indicato dalle ultime previsioni.

Solo durante le ultime ore si è potuto escludere praticamente con certezza il rischio di un rientro sul territorio italiano: l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e il DPC (Dipartimento Protezione Civile) ne hanno dato notizia attorno alla mezzanotte dell’1 aprile, pur con un’ultima dovuta cautela (continuando a monitorare la parte orientale dell’isola di Lampedusa nella regione Sicilia), più che altro per il rischio che l’ampia zona che avrebbe potuto interessare la caduta della scia di detriti potesse protrarsi fino ai margini della finestra di rientro prevista.

Sicuramente non ci si può lamentare di come si sono svolti, infine, i fatti: nessun danno e nessun ferito anche se nemmeno c’è stata la possibilità di godere del magnifico spettacolo pirotecnico (atteso da molti) che la stazione avrebbe potuto regalare.

Del rientro della Tiangong, purtroppo non ci sono immagini e, come sottolinea su Twitter anche l’astronomo e cacciatore di bufale Phil Plait, qualsiasi presunta immagine dovesse circolare andrà considerata un fake a meno di approfonditi controlli (chissà… una qualche imbarcazione che passava a distanza nella zona? Noi ci speriamo tanto!). Dobbiamo quindi accontentarci (come immaginavamo) delle immagini riprese negli ultimi giorni.

Da tutto ciò emerge comunque un aspetto positivo: in questa piccola crisi, la Tiangong-1 ha saputo unire ben 15 agenzie spaziali e un’altra infinità di enti sparsi in tutto il mondo, creando una collaborazione internazionale capace di lavorare con un unico obiettivo, dimostrando che è possibile abbattere quegli invisibili confini che troppo spesso ostacolano e bloccano gli esseri umani.