Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 154

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Coelum Astronomia

Birmingham

A ovest sudovest del grande W. Bond, andremo ad osservare Birmingham, un cratere di 95 km di diametro la cui formazione avvenne nel Periodo Geologico Pre Nectariano (collocato da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa). Anche in questo caso siamo di fronte a una struttura lunare le cui pareti ci appaiono quasi completamente distrutte, a tal punto che non è semplice individuarne l'esatta delimitazione rispetto alla zona circostante. Analogamente a quanto osservato per W. Bond, anche Birmingham esibisce almeno apparentemente una vaga forma poligonale, mentre quelle che furono le sue pareti sono ormai ridotte a modeste e lunghe irregolari linee di cresta.

Il fondo del cratere non presenta nessun picco centrale ma si tratta di una vastissima distesa praticamente uniforme, costituita da un gran numero di colline e modesti rilievi montuosi cosparsi da numerosi crateri di vario diametro, fra cui i più estesi sono Birmingham-H (diametro 7 km) e Birmingham-G di 5 km entrambi nel settore ovest della platea, mentre Birmingham-B di 8 km di diametro è letteralmente incastonato sui rilievi che costituiscono la parete sud.

Sul lato settentrionale Epigenes-P (cratere di 33 km molto simile a Birmingham) separa Birmingham dall'omonimo e già visto Epigenes. A prescindere dall'inevitabile effetto di schiacciamento prospettico, in questo caso non eccessivamente accentuato, è importante notare che la sera del 23 maggio la visibilità dei dettagli del cratere Birmingham e dell'area circostante sarà condizionata e in stretta relazione al progressivo spostamento della linea del terminatore lunare da est verso ovest, consentendo in tali condizioni di effettuare dettagliate osservazioni, eventualmente anche a elevati ingrandimenti, di determinate strutture, cogliendo la differente percezione di certi dettagli al variare dell'angolo di illuminazione solare anche a distanza di pochi minuti. In ogni caso, per chi preferisce osservare questa struttura in piena luce solare ma non eccessivamente lontana dal terminatore, sarà sufficiente che prosegua nella successiva serata.

modesto picco montuoso centrale. La formazione di Archytas viene fatta risalire al Periodo Geologico Eratosteniano (collocato non oltre i 3,2 miliardi di anni fa).

Fra i crateri Archytas e Timaeus è interessante osservare Archytas-B, di 36 km, dal fondo completamente appiattito sommerso dalla lava, cosparso di numerosi piccoli craterini e delimitato a nord e sud da allineamenti di bassi rilievi collinari, mentre sul lato ovest è in diretta comunicazione col mare Frigoris. Infine W. Bond-E di 25 km sulla parete est.

Barrow

Poco a nord di W. Bond andiamo a osservare Barrow, un cratere di 95 km di diametro che vide la sua formazione nel Periodo Geologico Nectariano (collocato a 3,9 miliardi di anni fa). La cerchia montuosa intorno al cratere si presenta poco elevata e parzialmente degradata, a causa di impatti, con la conseguente formazione di vari crateri di cui i più estesi sono Barrow-A, di 28 km di diametro, incastonato sulla parete sud-sudovest e Barrow-BB, con diametro di 16 km, da citare anche Barrow-G di 30 km di diametro situato a ovest-sudovest.

Anche la platea di Barrow non presenta alcun gruppo montuoso centrale ma, al telescopio a medi o elevati ingrandimenti, anche con piccoli strumenti osserveremo una vastissima distesa solo apparentemente pianeggiante, cosparsa da innumerevoli crateri e microcrateri. Potrà essere interessante e forse anche stimolante un breve ma profondo allineamento di crateri alla base di