Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 151

Riferimenti storici

Per quanto riguarda l'origine della denominazione "Mare Humorum", questa venne assegnata dal Riccioli nel 1651. Inoltre Langrenus ed Hevelius diedero il nome rispettivamente di "Mare Venetum" e "Sinus Sirbonis". Lo stesso Riccioli dedicò la denominazione del cratere Gassendi a Pierre Gassend (1592-1655), astronomo francese in contrasto con la teoria dell'immobilità della Terra, che per primo determinò la velocità del suono nell'aria.

Guida all'osservazione

I crateri Archimedes, Aristillus, Autolycus

Ci troviamo in prossimità

del limite più orientale

di una enorme

distesa

relativamente

pianeggiante con

una superficie di

830.000 km2 e un

diametro di 1.300

km situata nel settore

centro settentrionale della Luna, nota come mare Imbrium. Una gigantesca struttura da impatto la cui origine viene fatta risalire al Periodo Geologico Imbriano Inferiore collocato a 3,8 miliardi di anni fa. Una volta colmata di materiale lavico, i successivi impatti di corpi meteoritici ne modificarono profondamente l'aspetto originario così come lo possiamo osservare noi oggi con i nostri telescopi. Ed è proprio qui che la sera del 25 marzo punteremo i nostri strumenti andando a osservare un bellissimo terzetto costituito dai crateri Archimedes, Aristillus e Autolycus.

Per individuare la regione lunare dei tre crateri dovremo prendere in considerazione il settore settentrionale del nostro satellite, orientando il telescopio su quel grande arco montuoso costituito dai monti Appennini, Caucasus e Alpi alle cui estremità vi sono i crateri Plato a nord ed Eratosthenes a sud. A questo punto scorgeremo senza problemi il bel terzetto di crateri oggetto questo mese delle nostre osservazioni.

Ancora più ad oriente ci avviciniamo sempre più agli imponenti bastioni occidentali dei monti

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Anomalie

Alphonsus può essere considerato come uno dei crateri lunari maggiormente interessati dai cosiddetti Fenomeni Lunari Transienti (TLP). Fra gli episodi più eclatanti dobbiamo citare l'osservazione effettuata dall'astronomo sovietico Nikolaj Kozyrev, quando dall'Osservatorio di Crimea, la notte fra il 2 e il 3 novembre 1958, con uno spettroscopio applicato al telescopio di 125 cm, affermò di aver notato sulla sommità del picco centrale una zona luminosa e una nube rossastra, ritenendo che si trattasse di una eruzione vulcanica. Analogo fenomeno (una lieve nebulosità) venne osservato e fotografato da Dinsmore Alter, il 26 ottobre 1956 con uno strumento di 1,5 metri presso l'Osservatorio di Monte Wilson, ma tali fenomeni rimasero controversi. Successivamente furono notati vari bagliori rossastri, mentre dalle migliaia di foto del picco centrale di Alphonsus riprese dalla sonda Ranger 9, nel marzo 1965, non risultarono anomalie.

La piramide di Alphonsus Alpha

Esiste da tempo una disputa riguardo al picco Alphonsus Alpha che secondo vari osservatori rivelerebbe una forma piramidale, pertanto sarebbe interessante osservare sistematicamente questa struttura sotto differenti angolazioni di illuminazione solare, ponendo una particolare attenzione alla eventuale bilobazione della sua sommità mentre viene interessata dalla luce del Sole.

iniziale di almeno 15°, al fine di ridurre i deleteri effetti della turbolenza atmosferica.

È importante precisare che la sera del 29 maggio la Luna potrà essere osservata per gran parte della serata e, dopo il transito in meridiano previsto per le primissime ore della notte successiva ad un'altezza di +25°, andrà a tramontare contestualmente al sorgere del Sole.

Venendo al nostro principale target di maggio, si tratta di una enorme struttura crateriforme di 310 km di diametro, la cui origine viene fatta risalire al Periodo Geologico Nectariano collocato a 3,9 miliardi di anni fa.

L'osservazione del cratere Bailly potrà essere effettuata orientando il telescopio verso le estreme regioni dell'altopiano meridionale cercando di individuare nel settore sud-sudest l'inconfondibile terzetto costituito dai crateri Zucchius, Bettinus, Kircher. Immediatamente a sud di questi ci troveremo su Bailly.

Innanzitutto va ribadito che, trovandosi proprio in corrispondenza del bordo lunare che separa i due emisferi del nostro satellite, la visibilità di Bailly, oltre che dall'inevitabile schiacciamento prospettico, viene pesantemente condizionata dal fenomeno delle librazioni, con differenze anche notevoli nella percezione delle strutture esistenti nella sua enorme platea.

Per osservare Bailly in condizioni ideali sarebbe importante attendere che il punto di massima librazione coincida con questa specifica zona lunare, condizione che nel mese in corso si verifica il giorno 5 maggio purtroppo in orario diurno, dalle 08:00 alle 18:00, e col nostro satellite parecchi gradi sotto l'orizzonte. Ma alla data indicata per questa osservazione tornerà comunque utile il fatto che la massima librazione si troverà nel settore sudest in corrispondenza del mare Australe a non eccessiva distanza da Bailly.

La grandiosa cerchia montuosa che circonda questa eccezionale struttura lunare si innalza