Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 11

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altri filamenti di gas e polvere in movimento, ossia ciò che rimane di un’esplosione di supernova. La scoperta ha permesso all’equipe guidata da Frédéric Vogt, ESO Fellow in Cile, di identificare la prima stella di neutroni isolata con un basso campo magnetico al di fuori della Via Lattea.

L’equipe ha notato che l’anello era centrato su una sorgente di raggi X scoperta anni fa (chiamata p1) ma la natura di questa sorgente era rimasta un mistero. In particolare, non era chiaro se p1 si trovasse effettivamente all’interno del resto o dietro di esso. Solo quando l’anello di gas – che include sia neon che ossigeno – è stato osservato con MUSE, l’equipe scientifica ha realizzato che circondava perfettamente p1. La coincidenza era notevole e ha permesso di dedurre che p1 dovesse trovarsi proprio all’interno del resto di supernova.

Dopo aver determinato l’ubicazione di p1, l’equipe ha utilizzato i dati preesistenti ottenuti nella banda dei raggi X dall’Osservatorio Spaziale Chandra per determinarne la natura di stella di neutroni isolata con un basso campo magnetico.

«Se state cercando una sorgente puntiforme, non potete essere più fortunati di quando è l’Universo stesso, quasi letteralmente, a disegnare un cerchio intorno al luogo in cui dovete guardare» ha esclamato Frédéric Vogt.

Quando le stelle massicce esplodono in supernove, lasciano dietro di sé un intreccio di gas caldo e polvere, noto come resto di supernova. Le strutture turbolente sono il modo in cui si ridistribuiscono gli elementi più pesanti – prodotti dalle stelle massicce durante la loro vita e morte – nel mezzo interstellare, dove alla fine vanno a formare nuove stelle e nuovi pianeti.

Di dimensione tipica intorno ai 10 chilometri, ma pesanti più del nostro Sole, le stelle di neutroni isolate con basso campo magnetico dovrebbero essere abbondanti nell’Universo, ma sono molto difficili da individuare perché sono brillanti solo nella banda dei raggi X. Solo le pulsar infatti (stelle di neutroni altamente magnetizzate e in forte rotazione) emettono anche in altre frequenze e sono relativamente facili da trovare, ma costituiscono solo una piccola frazione di tutte le stelle di neutroni che si pensa esistano. Il fatto di aver potuto confermare la natura di stella di neutroni isolata di p1 attraverso osservazioni ottiche è dunque veramente esaltante.

«Questo è il primo oggetto del suo genere di cui si conferma la posizione al di fuori della Via Lattea: la scoperta è stata resa possibile usando lo strumento MUSE come guida. Pensiamo che questo apra nuove vie d'indagine su questi resti stellari elusivi» ha riassunto la coautrice dello studio Liz Bartlett, anch’essa ESO Fellow in Cile

Lo studio è stato presentato nell’articolo intitolato “Identification of the central compact object in the young supernova remnant 1E 0102.2-7219”, di Frédéric P. A. Vogt et al., sulla rivista Nature Astronomy.

Sopra. Gli intrecci di gas che formano il resto della supernova sono in blu, ma l'anello rosso, rivelato dai dati MUSE, che indica forme incandescenti di neon e ossigeno, è perfettamente centrato su una sorgente di raggi X, la stella a neutroni identificata da questo nuovo studio. Crediti: ESO / F. Vogt et al.