Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 104

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Posso quindi affermare, in definitiva, che la strumentazione usata e le procedure seguite consentono di ottenere dati in buon accordo con quelli professionali, nonostante l’enorme differenza nella strumentazione stessa, sia dal punto di vista della sofisticazione che del costo, e che il sistema strumentazione/procedure di estrazione dei dati si dimostra affidabile.

Circa poi la portata reale di queste osservazioni, sembrano concordare con le conclusioni della maggior parte degli addetti ai lavori nei loro più recenti paper, nel senso che non sembra sussistere, perlomeno nel breve periodo, un rischio di scomparsa delle macchie solari a causa della diminuzione della forza dei relativi campi magnetici, così come affermato da Penn e Livingston nel loro ormai conosciutissimo articolo del 2012, del quale vi riporto un’immagine esplicativa.

Il lavoro di misurazione che ho appena descritto, ripetuto undici volte (anzi tredici, con due misurazioni non andate a buon fine) nel corso di un anno, mi ha impegnato mentalmente e fisicamente e, in alcuni casi, mi sono chiesto anch’io se non esagerassi e se non fosse stato il caso di ridurre l’impegno a livelli più adatti a un amatore. Lungi da atteggiamenti trionfalistici, posso tuttavia affermare oggi con un tocco di umiltà, ma anche di orgoglio, che la soddisfazione di aver portato avanti e concluso un lavoro scientificamente valido in condizioni operative a dir poco modeste e con una strumentazione da me progettata, vincendo una sfida ritenuta difficilissima se non impossibile per un amatore, mi ha ripagato ampiamente di tutti i sacrifici affrontati nel corso di questa mia survey. La consapevolezza che lavori simili, sistematici su un arco temporale annuo, non siano stati effettuati, per quanto è a mia conoscenza, da altri astrofili ha dato ulteriore enfasi a questo stato d’animo e fornito l’impulso e la volontà necessari per proseguire il mio impegno.

Che questo risultato non banale sia stato possibile lo devo solo alla mia determinazione e voglia di tentare di andare oltre la semplice osservazione dei fenomeni della nostra stella, di penetrare nei suoi segreti più nascosti e meglio custoditi.

È la dimostrazione che gli astrofili italiani non hanno nulla da invidiare a quelli di altri paesi, ma che, anzi, talvolta si pongono in posizioni avanzate rispetto a questi, in parecchi campi dell’indagine scientifica astronomica. È, ed è quel che più conta, un’esortazione rivolta ai giovani che iniziano il percorso dell’astrofilia a voler fare di più, a non fermarsi davanti alle difficoltà, a rendere la loro passione oltre che svago e contemplazione, uno

A sinistra. Previsioni relative all’andamento a lungo termine dei campi magnetici delle macchie solari negli anni 2017-2025 di cui all’articolo di Penn e Livingston del 2010.