Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 103

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Riscontro coi dati delle medie del periodo 2010-2015 dell’SDO-HMI 2010-2015 dell’NSO

Ulteriori conferme a tali valori sono state fornite dai dati dello HMI (Helioseismic and magnetic Imager) sulla sonda SDO (Solar Dynamics Observatory) per il periodo considerato, con l’osservazione della massima forza del campo magnetico di ben 17.450 zone umbrali (Shou J. e al., 2012), con una linear fit di 2050 ± 20 G.

La cosa interessante per i miei dati è che la misura è stata effettuata nel visibile, e sulla stessa riga Fe I a 6173 Å da me usata (immagine in basso), anche se, com’è ovvio, in assenza di seeing e altri fattori perturbativi, a parte l’eccellenza della strumentazione.

In conclusione, il valore medio della forza massima dei campi magnetici umbrali da me misurati nel 2017, pari a 2241 gauss, si discosta di circa 141 gauss (6,7 %) dal valore medio professionale delle osservazioni terrestri di 2100 macchie degli anni 2010–2015. Se si considera l’errore medio di 52 gauss, pari al 2,3 % già valutato, tale percentuale scende in termini assoluti al 4,4%. Esso si discosta inoltre dalla regressione lineare della strumentazione satellitare SDO-HMI di circa 190 gauss, pari a circa il 9,3%, ovvero considerando il margine di errore delle mie misure al 7%.

Occorre tuttavia tener conto del fattore “soglia minima di osservazione” cui ho accennato in precedenza – dato che la mia strumentazione non mi permette, attualmente, di misurare in modo sufficientemente attendibile macchie con campi magnetici inferiori a 1600 gauss, mentre quella professionale lo fa senza problemi – e i suoi riflessi sul mio valore medio, a parte altri fattori di errore come seeing, luce diffusa, software di riduzione non specifico. Non mi è sembrato utile ottenere la regressione lineare dei miei dati, data la loro esigua quantità.

La misura professionale è, infine, di per sé più precisa, in quanto, come si è visto, la riga a 15.648 Å nell’infrarosso vicino ha una sensibilità maggiore di circa un fattore 3 rispetto a quella nel visibile da me usata.

Tutte queste considerazioni partono ovviamente dal presupposto che la differenza rispetto ai valori medi professionali degli anni precedenti sia dovuto a un mio errore e non a uno scostamento periodico reale – sempre possibile in caso di un campione statistico annuale molto piccolo, tenuto anche conto che sembra che B non dipenda dal ciclo.

A sinistra. Campi magnetici umbrali di 17450 macchie per il periodo 2010-2015 rilevati dall’ HMI dell’SDO. In verde il linear fit.